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XIX conferenza ESPAnet Italia

Disuguaglianze crescenti nella tripla transizione: le sfide per il welfare state

Facoltà di Economia e di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Università Sapienza

Roma, 9 - 11 settembre 2026

 

La tripla transizione – ecologica, digitale e demografica – sta modificando in profondità gli equilibri sociali ed economici delle società contemporanee. La necessità di ridurre l’impatto ambientale delle attività economiche, la diffusione accelerata dell’intelligenza artificiale e i cambiamenti demografici segnati dal calo della popolazione giovane e dall’aumento di quella anziana, sono alla base di trasformazioni inedite che pongono i sistemi di welfare di fronte a sfide inedite. Allo stesso tempo la crescita delle disuguaglianze economiche – sia funzionali, cioè relative alla distribuzione fra salari e profitti, sia personali, ovvero relative a salari e condizioni di vita dei singoli individui – può generare criticità per il finanziamento e il disegno del welfare state, amplificando le sfide poste dalla tripla transizione.

 

La concatenazione tra questioni ambientali, sociali, economiche è molto più che un problema di politiche per lo sviluppo sostenibile o misure per non lasciare indietro i potenziali “scontenti”. Tra asimmetrie di potere, fratture sociali, generazionali e territoriali che tendono ad acuirsi, disuguaglianze nuove che si aggiungono a quelle preesistenti e un generale senso di insicurezza che pervade le società, ci troviamo di fronte a cambiamenti che esercitano una pressione senza precedenti sui policymakers, gli attori economici e sociali e le istituzioni della protezione sociale.

L’adattamento ai cambiamenti climatici comporta scelte distributive complesse; la digitalizzazione avanzata modifica il lavoro e i processi decisionali pubblici; l’invecchiamento della popolazione mette sotto pressione sistemi sanitari, pensionistici e di cura che già oggi faticano a rispondere alla crescente domanda. Allo stesso tempo, la caduta della quota salari richiede di ripensare alle modalità di finanziamento della protezione sociale e l’aumento del numero dei working poor rende evidente come lavorare possa non bastare anche per ottenere adeguate tutele di welfare. La doppia transizione ecologica e digitale offre nuove opportunità di modernizzazione del sistema economico e produttivo. Parallelamente lo sviluppo tecnologico, in particolare l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (IA), delinea nuovi rischi che le società contemporanee non sono attrezzate ad affrontare. Gli avanzamenti tecnologici non producono di per sé innovazione sociale, né un miglioramento delle condizioni di vita delle persone. E’ anzi vero il contrario, ovvero che i benefici siano catturati o da un ristretto numero di grandi aziende e élite tecnocratiche o riservati a segmenti ristretti di forza lavoro, come i soli lavoratori più specializzati. Per un lungo periodo la transizione ecologica e digitale è stata presentata dai governi e dalle grandi istituzioni internazionali come la chiave di volta di un nuovo modello sociale ed economico meglio attrezzato a rispondere alle emergenze climatiche e a favorire la creazione di nuova occupazione nei settori a più alto potenziale di innovazione. In realtà, gli effetti disruptive sull’occupazione possono risultare tutt’altro che minoritari o confinati ad alcuni lavori soltanto. In parallelo, la carenza di manodopera qualificata e la riduzione delle coorti più giovani dovuta all’invecchiamento della popolazione, genera a sua volta incentivi per l’automazione, ma con conseguenze sul piano della qualità e regolazione del lavoro tutte da analizzare. L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che amplifica questo problema. Se da un lato si riduce la popolazione in età attiva, dall’altro, impone pressioni enormi sui sistemi pensionistici e sanitari, mettendo a repentaglio non solo l’erogazione delle prestazioni sociali tradizionali, ma anche l’investimento sulle nuove aree di rischio eco-sociale. Dopo gli anni della ricalibratura, speculari all’ascesa dell’Investimento Sociale (IS) come paradigma emergente del modello sociale europeo, l’irrompere sulla scena dei nuovi rischi eco-sociale sposta i termini delle questioni sociali emergenti. Soprattutto complica i rapporti tra produzione e riproduzione sociale: dalla ricerca di forme di compatibilità tra competitività e coesione sociale, al difficile bilanciamento tra crescita, sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale. Non solo. Le tensioni internazionali e le spinte in direzione del riarmo ci mettono di fronte a scenari on preventivabili fino agli anni più recenti. In uno scenario di così rapido e incontrollato cambiamento, il welfare può essere tanto un fattore di riequilibrio, capace di mitigare gli impatti negativi della tripla transizione e delle disuguaglianze crescenti nel mercato del lavoro, quanto un ulteriore fattore di disuguaglianza.

 

Call for session

La conferenza promuove sessioni che affrontino il tema della conferenza attraverso la presentazione di paper empirici, casi studio e/o analisi comparate, esperienze pratiche. Si incoraggia la presentazione di sessioni interdisciplinari che stimolino un dibattito tra studiosi di diverse discipline: sociologia, economia, scienza politica, storia, giurisprudenza, psicologia, demografia, geografia, urbanistica, servizio sociale, pedagogia e medicina.

Una lista non esaustiva dei temi di cui si intende discutere e su cui si invita a proporre sessioni include:

  • Politiche per mitigare gli impatti sociali della tripla transizione

  • Riconversione ecologica e trasformazione digitale: politiche industriali e del lavoro

  • Tendenze della disuguaglianza e della redistribuzione

  • Effetti della tripla transizione sui servizi di welfare

  • Transizioni, disuguaglianze e spinte alla privatizzazione del welfare

  • Legami fra tripla transizione e disuguaglianze economiche

  • Opinione pubblica, narrazioni del cambiamento e preferenze di policy nelle grandi transizioni

  • Relazioni tra generazioni: conflitti, scambi e nuove forme di solidarietà

  • Long-term care e trasformazioni del caregiving

  • Città in transizione: modelli urbani intelligenti, sostenibili e inclusivi

  • Welfare digitale: innovazioni nei servizi socioassistenziali e uso dell’Intelligenza Artificiale

  • Famiglie, natalità e partecipazione femminile nel nuovo contesto demografico

  • Nuovi rischi sociali e scenari futuri nella tripla transizione

  • Occupazione, qualità del lavoro e nuove tecnologie nella transizione verde e digitale

  • Algoritmi, remotizzazione e nuovi modelli decisionali nelle politiche sociali e del lavoro

  • Formazione e competenze per il lavoro che cambia: digital skills e green skills

  • Politiche attive del lavoro basate sui dati e sull’IA: modelli e implicazioni

  • Terzo settore ed economia sociale nella tripla transizione

  • Invecchiamento attivo, longevità e nuove forme di partecipazione sociale

  • Giustizia climatica e disuguaglianze ambientali

  • Attivismo digitale e nuove forme di mobilitazione sociale

  • Migrazioni nella transizione climatica: rifugiati ambientali e politiche di risposta

 

Raising inequalities in the triple transition: Challenges for the Welfare State

Facolties of Economics and Political Science, Sociology and Communication Sapienza

Rome, September 9 - 11 2026

 

The triple transition - ecological, digital, and demographic - is profoundly reshaping the social and economic equilibria of contemporary societies. The imperative to reduce the environmental impact of economic activity, the accelerated diffusion of artificial intelligence, and demographic changes are challenging the European welfare states. At the same time, the rise of economic inequalities - both functional, i.e., concerning the distribution between wages and profits, and personal, concerning wages and living conditions of individuals - may generate critical issues for the financing and design of the welfare state, magnifying the challenges brought about by the triple transition.

The interlinkage between environmental, social, and economic issues is far more than a question of sustainable development policies or measures designed to prevent potential “discontents” from being left behind. Amid widening asymmetries of power, deepening social, generational, and territorial divides, new forms of inequality layered upon existing ones, and a pervasive sense of insecurity permeating societies, we are confronted with changes that exert unprecedented pressure on policymakers, economic and social actors, and institutions of social protection.

Climate adaptation entails complex distributive choices; advanced digitalization is reshaping work and public decision-making processes; population ageing places immense strain on healthcare, pension, and long-term care systems that already struggle to meet rising demand. At the same time, the decline in the labour share requires a rethinking of the financing mechanisms of social protection, while the growing number of working poor makes evident that employment alone may not suffice to ensure adequate welfare entitlements. The ecological and digital transitions offer new opportunities for modernization of the economic and production system. Yet, technological development- particularly the advent of Artificial Intelligence (AI) - also delineates risks that contemporary societies are ill-equipped to confront. Technological advances do not inherently generate social innovation nor improvements in people’s living conditions; indeed, the opposite may be true, as benefits may be captured by a small number of large firms and technocratic elites, or accrue only to specific segments of the workforce, such as highly skilled workers.

For a long time, ecological and digital transitions were presented by governments and major international institutions as the cornerstone of a new social and economic model better equipped to address climate emergencies and foster the creation of new employment in sectors with higher innovative potential. In reality, the disruptive effects on employment may be far from marginal and not confined to only a few occupations. In parallel, shortages of skilled labour and shrinking younger cohorts due to population ageing stimulate incentives for automation—with consequences for the regulation and quality of work that require careful scrutiny. Population ageing amplifies this issue: while the working-age population shrinks, enormous pressures are placed on pension and healthcare systems, threatening not only the delivery of traditional social benefits but also investments in emerging eco-social risks.

Following the years of recalibration - which mirrored the rise of Social Investment (SI) as an emerging paradigm of the European social model - the emergence of new eco-social risks reshapes the terms of emerging social questions. Most notably, it complicates the relationship between production and social reproduction: from the search for forms of compatibility between competitiveness and social cohesion to the challenge of balancing growth, social sustainability, and environmental sustainability. Moreover, international tensions and renewed impulses toward rearmament present scenarios that would have been considered scarcely conceivable until recent years.

In such a context of rapid and uncontrolled change, welfare can act both as a rebalancing factor—capable of mitigating the negative impacts of the triple transition and growing inequalities in the labour market—and as an additional vector of inequality.

 

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