Sessione 34
Le aree interne alla prova della transizione
Coordinatori/coordinatrici di sessione: Rossano Pazzagli (Università degli Studi del Molise), Mirco Di Sandro (Sapienza Università di Roma), Luciana Petrocelli (Università degli Studi del Molise), Laura D’Alessandro (INAPP), Sabina Anderini (INAPP)
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Descrizione
Le aree interne rappresentano spazi privilegiati per osservare tensioni e potenzialità della tripla transizione – ecologica, digitale e demografica –. Dopo anni di marginalità nel dibattito politico e accademico, l’attenzione su questi territori è ampiamente cresciuta durante la stagione pandemica, consentendo a ricercatori, amministratori e attivisti di farsi interpreti e attori dello sviluppo di nuove geografie sociali, economiche ed ecologiche.
Ormai si dispone di una fiorente letteratura sulle aree interne, incentrata su questioni che si traducono, essenzialmente, da un lato sul ripensamento della “bellezza” (sia in termini bucolico-romantici, con una visione museale del “borgo inviolato”, sia come risposta alla standardizzazione del “borgo vetrina”, che soddisfa le logiche del mercato turistico), dall’altro sulla riconsiderazione delle condizioni di “internità”, marginalità e subalternità, sia come potenzialità, che come deterrente. Tali questioni vanno necessariamente accompagnate da una riflessione sulla percezione e sugli immaginari che i processi di transizione tendono ad alimentare o modificare.
Guardando ai territori e alle comunità che vi abitano, molte persone vivono una condizione di fragilità ed esclusione, accentuata dalle transizioni in atto. Lo sviluppo inclusivo dei territori, infatti, non è una conseguenza automatica della crescita economica, ma un processo che deve essere guidato intenzionalmente, spingendo le politiche pubbliche verso approcci capaci di affrontare grandi sfide sistemiche come le disuguaglianze, la transizione ecologica e la marginalizzazione territoriale.
Per un ripensamento ampio dello sviluppo dei territori fragili e marginali non possono essere elusi, né sul piano metodologico, né su quello degli obiettivi, due elementi essenziali: quello fisico del territorio e quello sociale della partecipazione.
La cooperazione sul territorio è un motore di sviluppo che unisce efficienza economica e solidarietà, costruendo comunità più resilienti, inclusive e capaci di immaginare e realizzare il proprio futuro. Oggi, mentre molte aree soffrono la fuga di competenze e di valori, la cooperazione territoriale svolge una funzione decisiva: trattenere persone, trattenere senso, trattenere valore. Lo fa perché è radicata e non delocalizzabile; perché offre luoghi di lavoro in cui il rapporto tra ciò che si fa e il bene che si genera è immediato e riconoscibile; perché crea relazioni che “aprono” anziché chiudere. La cooperazione, quando vive pienamente la propria missione, produce un effetto moltiplicatore: non solo crea valore economico, ma crea valore che si propaga, che rafforza la fiducia nelle istituzioni, che rende i territori più attrattivi, più capaci di tenere insieme crescita ed equità.
A tal fine, questa sessione favorisce un confronto costruttivo tra diverse prospettive che discutono gli effetti della tripla transizione alla luce delle sfide che si profilano negli spazi a bassa densità insediativa, spopolamento, fragilità infrastrutturali, isolamento amministrativo e debolezza produttiva.
La sessione assume l’ipotesi che, dopo la fase di “riscoperta” in pandemia, e con la fine della stagione di “ripresa” post-pandemica (veicolata dai fondi PNRR), le aree interne debbano affrontare un nuovo scenario. Devono misurare successi e insuccessi, fare i conti con la sostenibilità degli interventi realizzati in fase di prosperità, contrastando la riproduzione di disparità, marginalizzazione e isolamento, per favorire una “rinascita” non puntiforme (singolo paese) ma reticolare (sistema territoriale) nell’ottica di un cambiamento di paradigma.
Contributi:
PARTE A:
I servizi sociali territoriali: aree interne e centrali a confronto
Pierina De Salvo (ISTAT)
Co-authors: Giulia Milan, Valeria Qualiano (ISTAT)
Co-costruire una narrazione alternativa del fenomeno migratorio. Evidenze a partire da una ricerca visuale partecipativa in due comuni delle aree interne
Giulia Lang (La Sapienza Università di Roma)
Le “risorse” delle aree interne: il caso Pizzone II nelle Mainarde tra estrattivismo verde ed economia fondamentale
Marco Patruno; Elena Francesca Di Matteo
PARTE B:
Il welfare al "servizio" delle Aree Interne: il welfare di comunità per il superamento di divari territoriali e disuguaglianze nella transizione.
Simona Acunzo (INAPP)
Co-authors: Pietro Bracaglia (ISTAT)
Territori interni e innovazione tecnologica. Il caso della filiera del legno nell'area Snai Alta Irpinia
Ilaria Marotta (Università degli Studi di Napoli Federico II)
Co-authors: Anna Maria Zaccaria (Università degli Studi di Napoli Federico II)
Governare la transizione nei territori fragili: capacità amministrativa, cooperazione intercomunale e sostenibilità dell'azione pubblica locale nelle strategie territoriali abruzzesi.
Giulia Salaris (Ismeri Europa - Sapienza Università di Roma)
La "fata morgana" del ripopolamento delle aree interne: spopolamento, dissesto e welfare territoriale nella tripla transizione
Manuelita Scigliano (CARITAS Italiana)
Co-authors: Massimo Pallottino (CARITAS Italiana)
Dalla periferizzazione alla riattivazione territoriale: ecomusei e inclusione nelle aree interne. Evidenze dai siti minerari della Val Germanasca e della Majella
Sandra Milena Susanna (INAPP)
Dalla Snai alla legge contro lo spopolamento. Il caso Abruzzo
Nicholas Tomeo (Università del Molise)
