Tema della conferenza

Le sfide del welfare assumono sempre più marcatamente una dimensione globale. La geografia dei processi produttivi – non più contenuti entro i confini delle economie nazionali – si trasforma rapidamente. Vaste regioni dei Paesi occidentali affrontano una grave desertificazione industriale, nella quale proliferano nuovi rischi sociali. Gli stati nazionali, chiamati in causa dal potere della finanza globale, mettono in atto politiche di austerità che limitano sensibilmente le capacità dei sistemi di welfare. Povertà e conflitti nel Sud del mondo spingono milioni di persone a muoversi in cerca di prosperità e sicurezza, con implicazioni strutturali per le città di arrivo e transito.

I cambiamenti globali raggiungono dunque, a cascata, le comunità locali. Comprendere e affrontare temi come l’esclusione sociale, la discriminazione, le varie forme di disuguaglianza, il cambiamento demografico e le sue conseguenze, è difficilmente praticabile se si prescinde da un quadro di riferimento ampio, capace di leggere le connessioni e le ripercussioni tra globale e locale. In questo quadro si innestano inoltre i macro fenomeni ambientali emersi in maniera dirompente nell’ultimo decennio e che sollecitano nuove politiche e interventi per preservare il benessere dei più vulnerabili, ma anche per promuovere stili di vita e di consumo più sostenibili e nuove forme di partecipazione sociale e politica.

Nel contesto di queste sfide epocali, emergono pratiche socialmente innovative, promosse sia da attori pubblici sia dalla società civile e dal terzo settore, che puntano a rimuovere le barriere di partecipazione nella società attraverso strumenti più inclusivi. Si è tuttavia ben lontani dall’aver innescato un cambiamento sistemico nel modo di vedere e – successivamente – affrontare le grandi questioni del welfare, anche a causa delle complesse dinamiche tra politics e policy. I margini di manovra delle istituzioni democratiche (nazionali e locali) sono infatti estremamente ristretti nelle nuove arene di potere (globali). A loro volta, tali limiti alimentano sfiducia, risentimento e ostilità verso la politica “tradizionale” – sentimenti spesso incarnati da imprenditori politici che promuovono una visione escludente della coesione sociale.

Questi processi riguardano tutti gli ambiti delle politiche di protezione sociale e segnano peraltro un acutizzarsi delle diseguaglianze tra i territori locali. La comunità scientifica e i policy makers sono chiamati ad una riflessione approfondita sulle connessioni, le impasse e i conflitti tra i vari livelli di governo in una prospettiva di welfare inteso come investimento sociale.

La conferenza annuale di ESPAnet Italia si propone di aprire una riflessione sulle grandi sfide globali e sul loro impatto nelle politiche di welfare nazionali e locali, nonché sulla concreta protezione dei vecchi e nuovi rischi sociali. I temi su cui si intende discutere e su cui si invita a proporre sessioni (in una lista non esaustiva) sono:

– Il rapporto tra cambiamenti climatici e politiche sociali
– I dilemmi tra codice deontologico e mandato istituzionale negli assistenti sociali
– Le politiche abitative nei casi di marginalità estrema
– L’innovazione sociale e la co-produzione nelle varie aree di policy
– Le politiche di contrasto alla povertà in Italia e in prospettiva comparata
– Digitalizzazione e automazione del lavoro: gli effetti sui diritti dei lavoratori e sull’occupazione
– Trasformazioni del sistema d’asilo Italiano dopo le leggi del governo Lega-M5S
– Le politiche di genere e di diversity management
– L’Unione Europea fra austerità e politiche sociali
– Partecipazione e mutualismo: la società civile come “policy maker di ultima istanza”?
– Il welfare state come “campo di battaglia” della politica
– La Questione Meridionale fra antiche sfide e nuove politiche

Il Comitato Scientifico invita l’invio di proposte di sessioni (max. 300 parole) da presentare via email all’indirizzo del Comitato locale (espanet2020@unive.it) entro la data del 2 febbraio 2020.