Sessione 7

La co-produzione come spazio di open innovation e come strategia di politica sociale

Coordinatore/i di sessione: Andrea Bassi (Università di Bologna), Alessandro Fabbri (Università di Bologna) e Veronica Moretti (Università di Bologna)

 

Testo della Call

Negli ultimi anni, gli utenti/cittadini hanno assunto progressivamente il ruolo di nuovo motore nella produzione di servizi e valore sociale. Questa forma di engagement può essere inserita nella tradizione della co-produzione, definita da Osborne (2016) come il “coinvolgimento volontario o involontario di utenti in qualsiasi fase di progettazione, gestione, consegna e/o valutazione di servizi pubblici”, mentre Howlett (2017) sottolinea l’importanza del coinvolgimento più generale di cittadini, volontari e associazioni da parte di istituzioni pubbliche aperte al dialogo ed alla concertazione.

L’obiettivo di tale coinvolgimento è generare un paradigma collaborativo e promuovere un ecosistema di open innovation (Bassi 2015; Bassi 2017; Bassi, Ecchia 2016), in cui i fruitori e i beneficiari dei servizi vengano coinvolti nella definizione degli obiettivi e delle strategie non solo in qualità di osservatori, ma anche come veri e propri “driver” di cambiamento.

In quest’ottica la co-produzione può essere applicata come una strategia di politica sociale ed economica per stimolare e accelerare l’innovazione sociale, attraverso la partecipazione diretta degli utenti allo sviluppo e alla convalida delle sperimentazioni nei settori più disparati (sanità, istruzione, politiche migratorie etc.). Un circolo virtuoso di governance basato sulla conoscenza e su un modello che coinvolge quattro attori: Stato, mercato, reti primarie (famiglia ecc.) e Terzo Settore.

Nell’ambito specifico della politica sociale, questo nuovo paradigma si inserisce nel solco già tracciato da Achille Ardigò, che preconizzava l’avvento di una welfare society (1982) in cui i cittadini, singolarmente e tramite associazioni ed organizzazioni, fossero parte attiva nella progettazione, nella gestione e nell’erogazione di tutti i principali servizi, e si affianca al noto ma discusso paradigma del social investment, in cui un forte accento viene posto su politiche pubbliche miranti all’attivazione del cittadino per fronteggiare le sfide del mercato e della crisi globale (Hemerijck 2014;  Baines S., Bassi A., Csoba J. and Sipos F. 2019), ma nel quale poco spazio è stato dedicato alle concrete possibilità del cittadino stesso o del Terzo Settore di condizionare queste politiche.

Alla luce di queste premesse si invitano submission basate su riflessioni teoriche, ricerche empiriche ed analisi di buone pratiche che si concentrino sulle seguenti tematiche:

– Nuovi orientamenti nel coinvolgimento di cittadini nella progettazione di servizi sociali

– Riflessioni sulla definizione di open innovation;

– Riflessione sulla definizione di co-produzione;

– Come si modellano le identità politiche a partire da questo coinvolgimento degli utenti (come viene riconfigurato il ruolo delle autorità pubbliche?);

– Quale ruolo per il Terzo Settore nella co-produzione?

 

Keynote introduttivo

Co-produzione e sistema sanitario: analisi del ruolo dei professional (Andrea Bassi, Veronica Moretti)

Paper accettati

Il percorso partecipato per la costruzione del Piano Regionale delle Politiche Familiari in Puglia: una buona pratica di co- progettazione dal basso? (Caterina Balenzano, Giuseppe Moro)

Public Administration, Co-Production and (Social) Innovation: three waves (Francesca Campomori, Mattia Casula)

Riconfigurare le politiche di work life balance per le donne lavoratrici nelle arene pubbliche: una possibile risposta partecipata allo spopolamento delle zone interne della Sardegna (Maria Lucia Piga, Daniela Pisu)

L’utilizzo della Concept Mapping Research nella gestione di processi partecipativi e di co-progettazione (Giovanni Bertin, Marta Pantalone)

Paper distribuiti

Hub per lo sviluppo sostenibile: dall’università al territorio. Pratiche di comunità e social innovation (Alessandra Sannella)

La co-produzione nel servizio trasfusionale italiano: architetture istituzionali nazionali e prassi concrete della Regione Emilia-Romagna (Alessandro Fabbri)

 

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