Sessione 24

Social Investment policies in early childhood education and care services between expansion and quality

Coordinatore/i di sessione: Stefano Neri (Università di Milano) e Marta Cordini (Politecnico di Milano)

 

Testo della Call

According to the social investment perspective, early childcare services play a fundamental role in preventing some forms of social risks and in producing an economic return, both at individual and societal level. Social investment policies in this field have two main priorities: the cognitive development of children as future citizens and the fostering of female employment. Children under six years old are the main objective of these policies, with a special focus on children who are less than three: in fact, cognitive and behavioural foundations for learning are mainly acquired during these early years.

Quality is a pivotal dimension of childcare services and according to the recommendations of the international organizations (OECD 2012), it is necessary to act on five dimensions to achieve and maintain high degrees of quality: identify specific objectives and define normative instruments to support them, defining standards and curricula at national level and valid for the diverse service providers, promoting the data collection, research and monitoring, improve education and working conditions of the employees in the sector, involving families and local communities.

Despite the general consensus on the crucial role of quality, a quality-quantity trade off often occurs in Early Childhood Education and Care (ECEC) services. Social investment policies are frequently implemented simply as an increase in the supply of ECEC services, rather than fostering a substantial change in the provision and organization of services. Austerity policies, with their emphasis on cost containment, strengthens this tendency to give, implicitly, priority to quantity in provision, even to the detriment of quality. In addition, ECEC provision presents a great variety in service quality. On one hand, this depends on the plurality of providers, as the Italian case clearly shows. On the other hand, ECEC services and, in particular, services for children under 3 are usually organized and issued on a very local base, resulting in a strong dependence on contextual features.

In Italy, the 2017 childcare reform tried to overcome the quantity-quality trade off, introducing ambitious goals both in term of quality and quantity for ECEC services, aimed at gradually enhancing and levelling off the service quality provided by different providers and in different areas of the country, especially in the case of services (like crèches) for 0-2 year olds. This session is looking for theoretical and empirical contributions, concerning local, national and also international experiences, which address the following issues:

– How social investment approach is put in practice in ECEC services? Is this implementation coherent with the theoretical perspective?

– What was the impact of austerity policies on social investment in ECEC services?

– What are the contextual features hindering or fostering social investment policies in ECEC?

– Which measures specifically can address quality in ECEC services?

Papers, written and presented in English or in Italian, may analyse single experiences or compare different cases. Particularly welcomed are contributions which are focused on the implementation of the Italian 2017 childcare reform, at local or national level.

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Secondo la prospettiva del social investment, i servizi per la prima infanzia giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione dei rischi sociali e nel garantire un ritorno economico, sia per l’individuo sia per la società. Le politiche di social investment in questo campo hanno due priorità: lo sviluppo cognitivo dei bambini in quanto futuri cittadini e la promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro. I bambini da 0 ai 5 anni sono il principale obiettivo di queste politiche, in particolare i minori di tre anni. I fondamenti per lo sviluppo cognitivo e comportamentale finalizzati all’apprendimento sono infatti acquisiti in gran parte nei primi tre anni di vita. La qualità è una dimensione centrale nei servizi per la prima infanzia.

Per mantenere un elevato livello di qualità, secondo le raccomandazioni delle organizzazioni internazionali (OECD 2012) è necessario agire secondo cinque direttrici: identificare obiettivi specifici e definire strumenti normativi per il loro perseguimento; definire standard e curricula a livello nazionale e che abbiano valenza per i diversi prestatori di servizi; promuovere la ricerca e il monitoraggio; migliorare condizioni di lavoro e incrementare la formazione dei lavoratori impiegati nel settore; coinvolgere le famiglie e le comunità locali nella programmazione, funzionamento e valutazione dei servizi.

Nonostante il consenso generale sull’importanza della qualità, si osserva spesso, in questo tipo di servizi, un compromesso tra qualità e quantità che finisce con il privilegiare quest’ultima. L’approccio del social investment, infatti, finisce non di rado per essere tradotto semplicemente in un aumento nell’offerta di servizi per l’infanzia, piuttosto che nella promozione di un cambiamento sostanziale nell’organizzazione dei servizi, che ponga al centro la qualità fornita. Le politiche di austerità, con la loro enfasi sul contenimento dei costi, rafforzano questa tendenza a dare, implicitamente, la priorità alla quantità, anche a scapito della qualità. Inoltre, questo tipo di servizi presentano una grande varietà nelle modalità in cui la qualità viene garantita ai bambini e alle famiglie. Da una parte questo dipende dalla pluralità dei fornitori, come il caso italiano mostra in maniera molto chiara. Dall’altra, l’organizzazione e la regolazione dei servizi per la prima infanzia, in particolare di quelli per i bambini con meno di tre anni, sono fortemente decentrate a livello locale e regionale, il che porta, di conseguenza, ad un forte condizionamento e variabilità nelle caratteristiche dei servizi da parte di fattori contestuali.

In Italia, la riforma delle Scuola d’Infanzia del 2017 ha rappresentato un tentativo di superamento del compromesso tra qualità e quantità, introducendo una serie di obiettivi ambiziosi nell’ambito dei servizi per l’infanzia, puntando a migliorare e a stabilizzare la qualità dei servizi proposti dai diversi fornitori e in diverse aree del paese, soprattutto per quanto concerne la fascia 0-2 anni.

Questa sessione si propone di ospitare contributi teorici ed empirici, riguardanti esperienze locali, nazionali e internazionali, che discutano i seguenti punti:

– Come si traduce nella pratica la prospettiva del social investment nei servizi per l’infanzia?

– La sua implementazione è coerente con l’approccio teorico che ne è alla base?

– Quale impatto hanno avuto le politiche di austerità sul social investment nei servizi per la prima infanzia?

– Quali sono i fattori contestuali che ostacolano o che favoriscono le politiche di social investment nei servizi per la prima infanzia?

– Quali misure specifiche possono aiutare a realizzare gli obiettivi di qualità nei servizi per la prima infanzia?

I contributi, scritti e presentati in italiano o in inglese, sono chiamati ad analizzare esperienze singole o a comparare casi diversi. Sono particolarmente benvenuti i lavori che prendono in considerazione l’implementazione della riforma italiana del 2017, a livello nazionale o locale.

 

Sotto-sessione A

Paper accettati

Gli investimenti in early childhood education: una stima dell’impatto sociale (Marco Marucci)

Per una nuova policy dei servizi educativi per la prima infanzia – una prospettiva di riorganizzazione e rilancio (Gabriele Ventura)

Social Investment ante litteram at the heart of familistic welfare regime. The early building of a public childcare systeme in Emilia Romagna (Stefania Sabatinelli, Barbara Da Roit, Tatiana Saruis)

Looking downwards. A comparative institutional analysis of subnational social investment policy reforms (Gemma Scalise, Anton Hemerijk)

 

Sotto-sessione B

Paper accettati

The first thousand days of children living in neglecting families: challenges and results of the interventions with the families involved in the PIPPI program (Francesca Santello)

Le sezioni primavera in Piemonte (Davide Barella, Daniela Leonardi, Carla Nanni, Stefano Neri)

Esperienza di inclusione nella scuola dell’infanzia: le nozze di Figaro raccontate ai bambini e dai bambini (Ana Clara Principe, Randino Silvia)

—- (Marco Arlotti)

 

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