Sessione 8

Il sistema scolastico e universitario alla prova della pandemia. Il diritto allo studio tra nuove disuguaglianze e opportunità

Coordinatori/coordinatrici di sessione: Giuseppe Monteduro (Università del Molise), Sara Nanetti (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Mariagrazia Santagati (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)

 

Descrizione

La diffusione del Covid-19 ha provocato la sospensione delle attività scolastiche ed universitarie in presenza, imponendo una riorganizzazione scolastica che ha influenzato l’effettivo godimento del diritto sociale allo studio. Università e scuole, investite dalle nuove norme giuridiche dei successivi dpcm, sono passate a una didattica a distanza (Dad) “forzata”, che ha comportato cambiamenti repentini negli abituali stili di vita di milioni di studenti, docenti e famiglie. In particolare, si è materializzata con maggiore forza la persistenza di un’enorme differenziazione della popolazione studentesca che sollecita, in maniera “nuova”, le politiche sociali per il diritto allo studio. Nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, come messo in evidenza dalle prime ricerche esplorative, la Dad ha ampliato la platea dei condizionamenti esterni sul normale fluire del percorso scolastico (pensiamo ad esempio ai divari digitali, alle disuguaglianze in termini di competenze e al “peso” dell’ambiente e delle condizioni familiari sulla vita degli alunni). Nell’istruzione terziaria, la didattica on line ha favorito alcune categorie, ma potrebbe averne penalizzate altre e/o aver distorto (se non addirittura eliminato) alcune classiche distinzioni dell’Università (ad esempio quella tra studenti frequentanti e studenti non frequentanti, diventati followers/non followers).

In questo scenario sono così ri-emerse, in maniera amplificata, le tradizionali disuguaglianze legate al reddito o ai livelli di istruzione familiare, così come si sono confermate in alcuni casi le opportunità offerte da dirigenti e personale docente. Il circuito relazionale degli studenti è stato ampiamente influenzato dalla Dad: per alcuni si è trattato di trasferire in digitale le classiche modalità di incontro, per altri può aver rappresentato una frattura significativa (ad esempio per gli studenti con disabilità, con disturbi di apprendimento o bisogni educativi speciali).

Questo passaggio, dall’era pre-covid a quella dell’emergenza pandemica, apre nuovi scenari anche in termini di disuguaglianze e opportunità. Quali sono le maggiori sfide di policy e policies per il diritto allo studio e quali le proposte per l’istruzione che hanno delineato tale passaggio?

Saranno privilegiati studi e ricerche di carattere teorico o empirico orientati a discutere, in modo previlegiato ma non esclusivo, le seguenti tematiche:

  1. nuove disuguaglianze e chance per le scuole e l’università italiane;
  2. il confronto delle esperienze sociali degli attori della scuola e dell’università;
  3. le differenze locali, nazionali o internazionali delle politiche e degli interventi posti in essere per fronteggiare la pandemia, rispetto alle modalità didattiche utilizzate;
  4. le buone pratiche tese a favorire maggiormente sia la partecipazione alle attività didattiche sia a fronteggiare le tradizionali e/o nuove disuguaglianze sociali;
  5. le dimensioni che concorrono a definire il perimetro di una riformulazione delle politiche per il diritto allo studio in tempi di emergenza.