Sessione 37

Il welfare di fronte alla crisi demografica. Il ruolo dell’immigrazione e delle politiche per la natalità e le famiglie con figli

Coordinatori di sessione: Letizia Ravagli e Nicola Sciclone (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana – IRPET)

 

Testo della Call

Una delle sfide più grandi per il nostro paese è la crisi demografica e le sue ricadute sulla sostenibilità finanziaria e sociale del sistema di welfare. La popolazione italiana è in calo e sempre più anziana. Diminuiscono le nascite e il contributo dell’immigrazione non è più tale da compensare il saldo naturale negativo. La crisi demografica è un problema che riguarda l’Italia ma anche altri paesi occidentali, anche se, dove si investe di più sulle politiche per la natalità, lo è in misura minore. Inoltre, può essere mitigata attraverso i flussi migratori, in special modo se provenienti da paesi dove ancora sono elevati i tassi di fecondità. Non può essere pertanto affrontata prescindendo dal contesto globale.

L’obiettivo della sessione è riflettere sul ruolo dell’immigrazione e delle politiche per la natalità e le famiglie con figli di fronte alla crisi demografica e alle sue ricadute sul sistema di welfare. Più nel dettaglio si incoraggiano lavori che analizzino uno o più dei seguenti aspetti.

– Il ruolo degli stranieri nel contrastare la crisi demografica in chiave storica e in prospettiva futura, anche per quanto concerne le implicazioni sulla sostenibilità del sistema di welfare.
– I differenziali di fecondità tra nativi e migranti e i processi di assimilazione da parte dei migranti dei comportamenti dei nativi, anche distinguendo tra paesi di origine e paesi/regioni di destinazione.
– Le esperienze internazionali di politiche per la famiglia e di specifiche misure ed azioni che hanno favorito la natalità.
– Gli interventi per il sostegno alla natalità e le famiglie con figli in Italia, fra offerta di servizi di custodia, trasferimenti diretti o figurativi di natura monetaria (bonus, detrazioni, ecc.) e misure di conciliazione dei tempi di vita e lavoro.
– Le buone pratiche a livello regionale e locale e l’eterogeneità territoriale nelle prestazioni offerte a sostegno della famiglia e la natalità e in favore degli stranieri.