Sessione 26

La governance regionale dei servizi e i dispositivi normativi per un nuovo welfare locale. Quali priorità per migliorare l’offerta sociale del post-Covid?

Coordinatori/coordinatrici di sessione: Giuseppe Luca de Luca Picione (Università di Napoli Federico II), Lucia Fortini (Università di Napoli Federico II), Domenico Trezza (Università di Napoli Federico II)

 

Descrizione / Description

L’emergenza socio-sanitaria del 2020 richiama all’urgenza di ripensare ad un nuovo welfare territoriale attraverso dei modelli di intervento che sperimentino nuove sinergie tra il livello centrale, regionale e locale. Il decentramento della governance dei servizi dallo Stato agli Enti Locali ha avuto una portata rivoluzionaria che sembrava finalmente aver posto al centro dell’azione politica la differenziazione delle esigenze e dei bisogni del cittadino (Ascoli 2011; Polizzi, Tajani 2015; Heidenreich, Rice 2016) fornendo, al contempo, una struttura professionale a tutti gli operatori del settore (Agodi et al. 2006; Arlotti, Sabatinelli 2020).  A partire dagli anni ’90, infatti, l’Italia si adeguava agli orientamenti europei in materia di protezione sociale e dava inizio ad un percorso normativo per il decentramento dei servizi socio-sanitari, che trovava il suo culmine prima con la L. 328/00, poi con la modifica del Titolo V della Costituzione che consentiva alle Regioni e agli Enti locali di utilizzare una più ampia potestà legislativa per progettare un sistema integrato di politiche. Tali norme hanno determinato una vera svolta nell’organizzazione dei servizi sociali, designando i Comuni – attraverso la definizione degli Ambiti Territoriali e dei Piani di Zona – ad una pianificazione e programmazione in forma associata e in relazione con altri attori del territorio. Queste spinte riformatrici non sempre hanno trovato una piena realizzazione, richiamando la necessità di incentivare forme di premialità collettive. In un contesto di emergenza come quello attuale le Regioni e gli Enti locali sono chiamati a programmare un nuovo modello di servizi disegnato su forme rinnovate di associazioni tra i Comuni, creando i presupposti per lo sviluppo di alleanze comunitarie sempre più solide dal punto di vista legislativo (Gori 2020; Nava, Pomatto 2020).

Alla luce di tale premessa, la sessione intende accogliere i contributi che riguardino lo studio delle forme organizzative e delle implicazioni di diverse modalità di governance regionale in relazione all’attuazione dei servizi territoriali nell’epoca della pandemia. In particolare, si incoraggiano proposte di taglio teorico ed empirico, anche in chiave comparativa, relativamente (e non solo) alle seguenti dimensioni conoscitive:

– L’evoluzione dei dispositivi normativi che regolamentano le forme associative degli Enti locali nell’erogazione dei servizi;
– Il sistema di policy making regionale nel quadro degli interventi integrati socio-assistenziali;
– Le implicazioni della multilevel governance dei servizi sull’efficacia dei network di attori territoriali;
– I casi studio regionali e locali su forme consortili di gestione e sulla sperimentazione di forme intercomunali di welfare anche in termini di capacity building degli attori amministrativi e politici;
– I metodi, gli strumenti e i modelli di monitoraggio e valutazione delle politiche e dei servizi sociali per migliorare le performance gestionali e i circuiti informativi integrati del welfare locale.

Sono accolti favorevolmente anche i contributi che approfondiscano i temi della programmazione locale dei servizi in chiave europea e secondo una prospettiva diacronica.