Sessione 21

Le politiche di integrazione dei giovani figli di immigrati: quali pratiche e quali sfide?

Coordinatrici di sessione: Debora Mantovani (Università di Bologna), Eleonora Vlach (Goethe University di Francoforte sul Meno)

 

Descrizione

La sessione “Le politiche di integrazione dei giovani figli di immigrati: quali pratiche e quali sfide?” è stata proposta per la prima volta in occasione della XXI Conferenza ESPAnet Italia 2019 (Urbino). In quella occasione, la sessione ha avuto un discreto successo (erano pervenuti 9 contributi – tutti coerenti con il tema della sessione – e, per esigenze organizzative, ne sono stati accettati 8 per la presentazione orale, mentre un contributo è stato distribuito), che si è consolidato anche in occasione della XIII conferenza interamente svoltasi online (8 contributi accettati).

Alla luce del risultato più che soddisfacente di questi ultimi due anni, siamo a riproporre anche per il 2021 la stessa sessione, aprendo il dibattito al tema dell’emergenza sanitaria e a come questo abbia impattato sui processi di integrazione della popolazione straniera.

L’immigrazione e l’integrazione della popolazione di origine straniera sono due tra le sfide globali più rilevanti che anche il nostro paese è chiamato ad affrontare. Gli oltre 5 milioni di cittadini stranieri regolarmente e stabilmente residenti nel nostro territorio costituiscono un fenomeno statisticamente e socialmente rilevante, che l’Italia spesso ha mal gestito o non gestito. Non a caso, il nostro paese è stato definito come un “non-modello” di integrazione in cui la promozione di politiche per l’integrazione delle minoranze etniche avviene all’interno di un quadro poco coerente e organico.

Il periodo di emergenza sanitaria ha acuito questa debolezza del sistema italiano nel gestire e promuovere i processi di integrazione della popolazione straniera? Alcuni dati sembrano indirizzare la risposta in termini affermativi. A titolo esemplificativo, il mondo della scuola ha dovuto affrontare nuove sfide, quali: trovare finanziamenti per garantire la prosecuzione dell’insegnamento nel periodo di lockdown; formare i docenti alla didattica a distanza; garantire a tutti gli studenti la possibilità di continuare a fruire del servizio scolastico. I giovani di origine immigrata – e più in generale quanti sono di estrazione socio-economica bassa – hanno risentito maggiormente degli effetti della didattica a distanza a causa di una minore dotazione di dispositivi telematici, di una minore capacità di utilizzo, nonché di una peggiore condizione strutturale all’interno delle mura domestiche (es. elevato indice di affollamento).

La presente sessione vuole, quindi, dare spazio alla discussione delle politiche e delle buone pratiche di accoglienza promosse sul nostro territorio al fine di approfondire il complesso tema dell’integrazione della popolazione immigrata, oggi divenuto oggetto di attenzione crescente da parte di accademici e practioners. Infatti, le ricerche tese a rilevare empiricamente, e rendere disponibili ai decisori pubblici, indicatori capaci di registrare l’adattamento della popolazione straniera agli usi e costumi della società ricevente, nonché la capacità di quest’ultima di accogliere i nuovi arrivati, sono aumentati. Inoltre, l’attenzione rivolta alla lettura e decifrazione dei percorsi di integrazione della popolazione immigrata non è circoscritta all’ambito accademico, poiché anche le istituzioni pubbliche sono ormai da tempo impegnate nella produzione di statistiche ufficiali volte a monitorare sistematicamente tale fenomeno.

Nell’ottica di comprendere a che punto il nostro paese si trova nel fronteggiare la tradizionale sfida dell’integrazione della popolazione immigrata – oggi accentuata dal dilagare degli effetti della pandemia – e se vi sono differenze fra le diverse realtà locali o fra il nostro paese ed altri, la presente sessione intende costituirsi come un’arena di condivisione e discussione – da parte di studiosi provenienti da diverse discipline (sociologia, economia, pedagogia, scienza politica) accumunati dall’interesse per l’integrazione dei giovani di origine immigrata – di ricerche relative: a) all’analisi delle politiche sociali (nazionali e locali) attivate a favore dell’integrazione dei giovani figli di immigrati in Italia, nonché dei loro effetti; b) allo studio dei percorsi di transizione verso l’istruzione secondaria di II grado, istruzione terziaria e/o l’inserimento nel mercato del lavoro che evidenzino la necessità di interventi pubblici strutturati a sostegno della partecipazione dei nuovi italiani alla sfera strutturale, sociale, culturale e politica del paese; c) all’analisi delle attività di contrasto promosse a livello locale e nazionale per ridurre gli effetti amplificatori delle disuguaglianze economiche e sociali prodotti dalla pandemia.

L’obiettivo della sessione è quello di fare il punto della situazione riguardo ai processi di integrazione (o di non-integrazione) dei discendenti di immigrati in Italia, e sulle politiche attivate ai diversi livelli territoriali da enti pubblici o no-profit, discutendone le potenzialità, ma anche i limiti e gli ostacoli alla loro efficacia.