Sessione 14

Le nuove tecnologie nei servizi alla persona: ricadute organizzative e organizzazione del lavoro

Coordinatori/coordinatrici di sessione: Tommaso Fabbri (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Matteo Rinaldini (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Eleonora Costantini (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)

 

Descrizione / Description

 Le restrizioni previste dai provvedimenti normativi introdotti a fronte della pandemia da Covid-19 hanno profondamente modificato i servizi alla persona. In particolare, durante le fasi di limitazione della mobilità e dei rapporti di prossimità fisica, il ricorso alle tecnologie digitali ha rappresentato una soluzione di emergenza, a garanzia della continuità di erogazione delle prestazioni considerate “essenziali”, trasferendo su piattaforma colloqui individuali o consulenze di varia natura. In alcuni casi, le innovazioni introdotte nelle fasi di emergenza sono rimaste anche nei successivi periodi di riapertura e il tentativo è stato quello di ripristinare le precedenti modalità di erogazione dei servizi in presenza tra professionista e utente attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie (cfr. sezione dedicata Welforum.it). La pandemia ha posto dunque una rinnovata attenzione al rapporto tra tecnologie digitali e servizi alla persona, riguardo almeno a due dimensioni tra loro interconnesse: la struttura organizzativa e l’organizzazione del lavoro dei soggetti chiamati ad erogare le prestazioni.

 Sulla base delle le categorie analitiche di Thompson (1967), l’introduzione delle tecnologie digitali può avere impatti non banali su almeno tre dimensioni: pre-ordinabilità e discrezionalità delle azioni dei soggetti, processi decisionali e modelli di coordinamento interni all’organizzazione.

 Da un punto di vista strutturale, infatti, i servizi possono essere descritti come organizzazioni in cui i compiti individuali sono continuamente adattati e ridefiniti anche nell’interazione con gli altri (con gli utenti, ad esempio, ma anche con gli altri professionisti coinvolti nella gestione della situazione); la dimensione relazionale del task rappresenta un aspetto cruciale e quest’ultimo deve adattarsi all’esistenza di problemi non definibili a priori (i bisogni dei singoli, ad esempio, che variano in intensità e/o natura); il controllo e l’autorità assumono una struttura “reticolare” e i flussi informativi seguono vie orizzontali). I servizi, cioè, sono caratterizzati da quella che Thompson definisce “tecnologia intensiva”, che comporta retroazione da parte dell’oggetto su cui si agisce, con conseguente complicazione delle ipotesi di causa-effetto e con una limitata preordinazione delle azioni organizzative.

 La letteratura sociologica ha approfondito il tema delle piattaforme digitali come infrastruttura di coordinamento dell’offerta di welfare ma ancora poco esplorati sono gli effetti dei processi di introduzione delle nuove tecnologie digitali nelle organizzazioni, pubbliche e del privato sociale, che erogano servizi entrando direttamente in contatto con i fruitori finali delle prestazioni.

 A partire da questo quadro teorico la sessione si propone di raccogliere contributi provenienti da ricercatori e practitioner che trattano i seguenti temi:

 – l’impatto che l’introduzione di tecnologie digitali può determinare nella gestione del personale impegnato in un servizio alla persona;
 – quanto la necessità di predefinire mansioni e segmentare compiti (necessaria, ad esempio, all’implementazione di software gestionali) sia funzionale agli scopi organizzativi e quali impatti sulla discrezionalità e sull’autonomia del lavoratore.
 – opportunità e minacce generate dall’introduzione delle nuove tecnologie digitali nella relazione tra professionista e utente;
 – il supporto che le nuove tecnologie possono fornire ai processi decisionali, promuovendo un coordinamento reticolare e adeguati flussi informativi.

 Sono benvenuti contributi sia teorici che empirici, sia in lingua italiana che inglese