Sessione 12

Prendersi cura di chi aiuta: promuovere il benessere degli operatori durante l’emergenza sanitaria

Coordinatrici di sessione: Camilla Landi e Chiara Panciroli (Centro di Ricerca Relational Social Work – Università Cattolica del Sacro Cuore)

 

Descrizione

 Il Social Work è un ambito professionale che si connota per il suo operare in contesti di emergenza. I diversi professionisti che lavorano in questo campo sono chiamati ad affrontare nella loro pratica quotidiana sfide in continua evoluzione e situazioni ad alta complessità. L’attuale emergenza sanitaria ha certamente avuto un forte impatto sulle organizzazioni di welfare sia pubbliche che di privato sociale, sul lavoro degli operatori sociali e socio-sanitari impegnati nei servizi e sulle condizioni di vita di utenti e familiari. In questi mesi, i professionisti dell’aiuto e i manager dei servizi alla persona si sono trovati di fronte all’acutizzarsi di bisogni già presenti nonché all’emergere di nuove necessità e richieste d’aiuto da parte di persone sole, famiglie fragili e comunità intere, messe a dura prova dalla situazione nuova e inaspettata che stavano vivendo. Le abituali pratiche professionali utilizzate all’interno dei servizi si sono rivelate in parte inadatte a rispondere ai bisogni di supporto e sostegno: la necessità di proseguire i percorsi di aiuto già avviati e di attivarne di nuovi, unitamente alle restrizioni governative per contenere la diffusione del virus, hanno chiamato gli operatori a ri-pensare le proprie prassi di lavoro e a trovare strategie creative per continuare a sostenere persone in condizioni di vulnerabilità. Gli sforzi richiesti ai professionisti non hanno riguardato unicamente l’ambito operativo, bensì anche la sfera etica e la dimensione personale. Gli operatori si sono trovati a lavorare mettendo a rischio la propria salute, con il timore di essere contagiati, a prendere delle decisioni con un alto grado di discrezionalità e ad operare gravosi bilanciamenti dei diversi interessi in gioco per l’attivazione o meno di interventi d’aiuto. La condizione lavorativa, caratterizzata da stress e ritmi frenetici di lavoro, è andata a incidere negativamente sul benessere professionale e personale, avendo delle ricadute anche a livello manageriale e organizzativo. L’attuale pandemia ha ulteriormente messo in luce come la vulnerabilità sia una condizione potenzialmente comune a tutti, anche a chi per professione è chiamato ad aiutare i più fragili. Chi in questo contesto si prende e si è preso cura dei professionisti dell’aiuto?
A partire da questa cornice generale, la sessione si propone di alimentare un dibattito interdisciplinare raccogliendo contributi di carattere teorico, analisi empiriche, studi e ricerche nonché pratiche innovative su come gli operatori hanno vissuto all’interno dei servizi il periodo di emergenza sanitaria e come hanno reagito e fatto fronte alle sfide che ne sono emerse. Verranno, quindi, presentati contributi relativi a studi ed esperienze di supervisione e aiuto reciproco tra professionisti, indagini empiriche sul tema del benessere/malessere professionale, sulle fatiche legate al carico di lavoro e alle decisioni che hanno dovuto affrontare in questo periodo, ricerche e sperimentazioni focalizzate sul ripensamento e riorganizzazione dei servizi in grado di tenere in considerazione il benessere degli operatori.