Sessione 9

Vivere insieme: pratiche, strategie e politiche di condivisione abitativa

 Coordinatore/i di sessione: Giuliana Costa (Politecnico di Milano) e Francesca Bianchi (Università di Siena)

 

Testo della Call

 In un mondo globale caratterizzato da sempre maggiori frammentazioni nel corso di vita, anche l’abitare subisce cambiamenti nell’esistenza individuale. Da punto saldo, la casa si è trasformata in una “piattaforma di occasioni”: tra queste c’è anche quella di rompere la diade individuo-abitazione. Vivere sotto lo stesso tetto risponde a bisogni insorgenti e permette altresì di razionalizzare le risorse esistenti. Questo stream vuole essere occasione per raccogliere gli esiti di ricerche che abbiano al proprio centro le esperienze di condivisione abitativa. Sull’abitare comunitario, sulla ricerca di prossimità che caratterizza il nostro tempo e le nostre città si è scritto o si sta attualmente scrivendo (Bianchi, Roberto, 2016). Sono invece meno indagati i casi, i programmi e le politiche che fanno perno sulla co-residenza in senso stretto, in cui gli individui non appartenenti allo stesso nucleo familiare convivono “sotto lo stesso tetto e dietro la stessa porta” (Costa 2016). Si tratta di una pluralità di situazioni di vita che oggi interessano chi si occupa delle forme dell’abitare anche sulla scorta della crisi economica (Deriu, 2015).

Si tratta non solo di alloggiare studenti fuori sede o lavoratori mobili sul territorio per i quali la co-abitazione costituisce una soluzione economica funzionale alle esigenze di chi, da nuovo nomade, deve soggiornare in città per periodi brevi, legate ad uno specifico momento nel proprio corso di vita. In molti contesti, la condivisione abitativa appare oggi un’alternativa sostenibile a fronte del tentativo di ridurre il consumo di suolo, diminuendo i costi dei servizi per l’abitare, fronteggiando la solitudine dei più anziani o “meno abili”, contrastando lo spaesamento di chi arriva in una nuova città. O ancora, di trovare risposta ai bisogni di coloro che non possono accedere al bene casa in modo individuale (Ranci, Pavolini, 2015, Bronzini, 2014). La condivisione domestica può essere utilizzata per agevolare percorsi d’inserimento sociale, allorquando una o più persone dividono spazi di vita quotidiana nella costruzione di rapporti che si fanno supporto e talvolta intimità.

Si pensi al ruolo che persone anziane possono svolgere, facendo leva sul fatto di vivere nella propria casa, sia come destinatari di aiuti, sia come produttori attivi di benessere per chi vive con loro.

Sinergie inedite nascono dall’esigenza di accogliere migranti che arrivano nelle città italiane ed europee, alcuni in fuga da guerre e violenze, altri spinti dal desiderio di cercare un futuro migliore. Molte sono le iniziative che si stanno organizzando a livello locale grazie all’intervento di enti pubblici, soggetti privati, collettivi e del Terzo settore. Si tratta di un campo poliedrico, dove iniziative private vengono innervate talvolta dall’azione pubblica e viceversa, costituendo forme di welfare innovative.

In tempi di sharing economy e delle tante retoriche che l’accompagnano, è bene tornare a ripensare l’idea di mercato come insieme di rapporti di mutua assistenza, dove la collaborazione torni ad essere uno dei fulcri su cui impostare la socialità, il modo di abitare e di consumare (Arena, Iaione, 2012). È quanto ci si propone di discutere nell’ambito di questo stream, aperto a contributi di discipline diverse, incentrati sulle pratiche, sui processi, sulle strategie di attori individuali e collettivi e delle politiche di welfare.

Le coordinatrici della Sessione chiedono agli interessati di inviare contributi preferibilmente di taglio empirico e/o applicativo riguardanti casi, progetti e politiche relative alla condivisione di spazi domestici. L’obiettivo della sessione è quello di confrontarsi intorno alle strategie e ai processi creativi generati a partire dalle concrete situazioni e condizioni abitative.

Referente per la corrispondenza mail: Giuliana.costa@polimi.it

 

Papers accettati

Sotto-sessione 1

Abitare Solidale: da Jack London al welfare generativo (G. Danesi, M. Baldini e E. Nassi)

La Salette a Torino: verso una gestione partecipata della “residenza collettiva” (C. Casotti e A. Salza)

Un appartamento supportato. La coabitazione nei percorsi di autonomia di persone con sofferenza psichica in Calabria (E. Pascuzzi)

Cà Nostra: un’innovativa esperienza di coabitazione tra anziani non autosufficienti e con deficit cognitivi gestito da famiglie e associazioni (G. Urbelli, S. Sitton e F. Nora)

Sotto-sessione 2

Le potenzialità del cohousing nella produzione di beni collettivi per il territorio: due casi di studio a confronto (Casotti et S. Sitton)

Coabitazione intergenerazionale: alcuni studi di caso a confronto in Italia e Taiwan (F. Deriu)

 

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