Politiche sociali contro la disuguaglianza in America latina. Alcuni spunti per l’Europa.

Coordinatori di sessione: Lluis Francesc Peris Cancio, Francesco Maria Chiodi

 

Testo della call

Negli ultimi venti anni, ed in particolare dall’inizio del millennio, l’America Latina ha fatto importanti progressi nella lotta contro la povertà e le disuguaglianze. Protagonista del rilancio delle politiche sociali sono stati i Programas de Trasferencias Condicionadas (PTC), presenti oggi in 18 paesi e orientati al contempo a sostenere i consumi delle famiglie più povere e a interrompere la riproduzione intergenerazionale della povertà. Nati come strumenti per alleviare il disagio estremo mediante trasferimenti monetari, subordinati all’adozione di comportamenti virtuosi (assistenza dei figli delle famiglie beneficiarie alla scuola e ai controlli sanitari, ecc.), nel tempo questi programmi non contributivi sono evoluti – in alcuni paesi più che in altri – verso forme più articolate di presa in carico delle famiglie povere, mettendo in campo servizi e prestazioni in diversi campi. Questo in una cornice di riconoscimento dei diritti sociali, che segna il superamento definitivo delle precedenti concezioni assistenzialiste. Allo stesso tempo sono cresciuti i salari, è stata estesa la sicurezza sociale contributiva, è stato dato un grande impulso all’educazione e ai sistemi sanitari, registrandosi un miglioramento generale delle condizioni di vita delle popolazioni. La svolta delle politiche sociali è stata anche sorretta da un lungo ciclo di crescita economica sostenuta, facilitata dal boom delle esportazioni delle materie prime. Restano attualmente molti problemi da affrontare e la povertà e la miseria non sono state ancora debellate. Tuttavia, gran parte degli Stati ha messo al centro dell’agenda pubblica la questione delle disuguaglianze, nella consapevolezza che le politiche focalizzate sul disagio estremo hanno dei limiti intrinseci. Per avendo avuto un impatto di tipo compensatorio a favore dei consumi e di altri indicatori intermedi, queste politiche non consentono ancora l’affrancamento definitivo dalla povertà. La caratteristica delle nuove classi medie emergenti, infatti, quelle che hanno attraversato la linea della povertà, è la vulnerabilità sociale, e, quindi, l’alta esposizione ad eventi sfavorevoli, sia personali e familiari che di contesto generale, in particolare il sopravvenire di cicli di crisi economica o di calo della crescita.

La posizione alla nascita permane in sintesi come un elemento determinante per avere maggiori o minori opportunità nella vita. Di fronte ai nodi strutturali della disuguaglianza – i divari di reddito, il basso capitale umano delle fasce deboli, ecc. – vari paesi, come si diceva, stanno portando avanti riforme strutturali senza precedenti nel campo delle politiche fiscali e sociali. La situazione regionale è molto eterogena, tuttavia si possono qui ricordare i casi emblematici del Brasile, il Cile, l’Uruguay, la Bolivia o l’Ecuador (tra l’altro con una nuova attenzione verso la parità di genere e i diritti dei popoli originari).

Si tratta certamente di processi in corso, non di processi compiuti, ma che possono destare l’interesse dell’Europa ancora alle prese con la crisi e nella quale gli effetti della crisi economica comportano una caduta dei livelli di protezione sociale e un aumento della disuguaglianza, in particolare nell’area mediterranea.

La sessione costituisce uno spazio finalizzato ad approfondire le novità accadute nel continente latinoamericano nelle politiche di contrasto alla povertà, raccogliendo contributi di diverse discipline o con diversi approcci che possano illustrarne gli effetti in e le sfide con cui i paesi dell’America Latina si stanno misurando, varie delle quali simili alle nostre: l’esigenza di contenimento del deficit pubblico, l’invecchiamento progressivo della popolazione, la bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, tra le altre. La sessione potrà ospitare sia case studies nazionali che letture incrociate sovranazionali, anche in una logica comparativa con la dimensione europea.

 

Relazione di apertura

Francesco Maria Chiodi
Istituto Italo-Latino Americano (IILA), Coordinatore dell’area Protezione sociale, Lavoro ed Educazione del Programma Eurosocial dell’Unione Europea

 

Persone di riferimento

Lluis Francesc Peris Cancio
Dipartimento DISSE, Sapienza Università di Roma, coordinatore rivista Reciprocamente.
Tel. 06-67105335

 

Francesco Maria Chiodi

Istituto Italo-Latino Americano (IILA), Coordinatore dell’area Protezione sociale, Lavoro ed Educazione del Programma Eurosocial dell’Unione Europea.
Tel. 06-68492205