Sessione 7

Progresso tecnologico, riforma del welfare e ruolo delle parti sociali

Coordinatore/i di sessione: Igor Guardiancich e David Natali (Scuola di Studi Superiori S. Anna Pisa)

 

Testo della Call

Il mondo del lavoro sta attraversando un periodo di fortissimo cambiamento, sospinto da quelli che l’Organizzazione internazionale del lavoro chiama i quattro mega-drivers of change, ovvero il progresso tecnologico, i cambiamenti demografici e climatici, e l’accelerazione della globalizzazione. Esiste una stretta relazione tra ciascuno dei quattro fenomeni ed il ruolo che dovrebbero avere le parti sociali nell’adeguamento del welfare e del mercato del lavoro a queste nuove esigenze.

Oggetto di questa sessione è il rapido progresso tecnologico, detto anche quarta rivoluzione industriale. Esso comprende due componenti fondamentali: l’automazione e la digitalizzazione. Sebbene nessuno dei due processi sia del tutto nuovo, la quarta rivoluzione industriale è più rapida e di portata più ampia rispetto alle precedenti rivoluzioni industriali. Essa sta avendo profondi impatti sulla domanda di competenze, soprattutto in campo informatico, da parte dei datori di lavoro, sull’organizzazione del lavoro (la dispersione del luogo di lavoro nella platform economy) e sul confine tra occupazione e lavoro autonomo (in tutti i casi di crowdworking).

La sessione si propone di affrontare tre grandi temi relativi all’interazione tra progresso tecnologico, riforma del welfare e ruolo delle parti sociali.

Il primo tema tratta delle riforme di welfare necessarie per far fronte alle esigenze delle nuove tipologie di lavoro. La crescente polarizzazione tra posti di lavoro scarsamente ed altamente qualificati, innescata dalla scomparsa di posti di lavoro di media specializzazione nelle economie sviluppate, dovrà essere mitigata attraverso l’introduzione di ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro che puntino alla riqualificazione dei lavoratori in esubero.

Il secondo tema riguarda le politiche redistributive necessarie per una più equa distribuzione dei guadagni di produttività derivanti dal progresso tecnologico tra gruppi socioeconomici. A fronte di un crescente consenso che la disuguaglianza non solo peggiora molti indicatori sociali, ma rallenta anche la crescita economica, l’agenda di riforma delle politiche sociali e del welfare è orientata a individuare le misure più adatte a ridurre tali disuguaglianze.

Ultima questione rilevante è il ruolo ed il grado di preparazione dei sindacati e dei datori di lavoro per un’efficace gestione politica e sociale del processo di cambiamento in seno alla quarta rivoluzione industriale. Il dialogo sociale, a livello nazionale ma anche sovranazionale, e i partner sociali dovranno essi stessi adattarsi a questa nuova fase. Da un lato, la comprensione dei cambiamenti in atto richiede maggiori risorse umane, tecniche e materiali. Dall’altro lato, i sindacati e gli imprenditori devono riflettere e gestire forme di lavoro a loro scarsamente note.

La sessione è aperta a contributi centrati sul caso italiano o su altri casi europei, anche in ottica comparata. Lo studio delle prospettive future, anche attraverso studi prospettici delle alternative di policy, sono benvenuti al pari dei contributi sul ruolo politico delle parti sociali nella gestione dei summenzionati processi. La sessione è aperta a contributi provenienti da diverse discipline: dalla scienza politica, alla sociologica, dall’economia al diritto. Ricercatori accademici e di istituti governativi e non governativi sono egualmente chiamati a contribuire al panel.

Referente per la corrispondenza maildavid.natali@santannapisa.it

 

Papers accettati

Welfare and Technological Unemployment in Europe: the three pillars of employment reintegration (F. Fiorelli)

Digitalization, automation and the future of work. Evidence and policy responses (S. Sacchi, D. Guarascio)

Verso una occupazione di qualità: la proposta di un “welfare attivo condizionato” tra legge e contrattazione collettiva (L. D’Arcangelo)

Contributed on-line

When robots mean subjective insecurity: an industry-level study in Europe (D. Bellani et G. Bosio)

 

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