Politiche abitative tra intervento pubblico residuale e cooperazione pubblico/privato nel Social Housing

Coordinatori di sessione: Saverio Santangelo, Elena Borghetti

 

Testo della call

Sono eterogenei i cambiamenti intervenuti in Italia nel recente passaggio del sistema di Edilizia Residenziale Pubblica verso l’Edilizia Residenziale Sociale, di cui il Social Housing costituisce parte integrante.

Si è assistito, in primis, come in altri Stati Membri dell’UE, e come è accaduto nel nostro Paese per il welfare più in generale, ad un netto spostamento del welfare abitativo verso le logiche della sussidiarietà: verticale, investendo gli enti locali di compiti nuovi e strategici in grado di attrarre l’investimento privato, anche considerando la quasi totale assenza del finanziamento statale diretto; e orizzontale, chiamando in causa l’attore privato e del privato sociale, anche di natura finanziaria, al soddisfacimento del servizio abitativo.

Oltre alle difficoltà legate alla programmazione regionale, in particolare nelle Regioni più deboli, la questione abitativa è poi divenuta principalmente un problema delle amministrazioni locali che, una volta abbandonato l’istituto dell’espropriazione (come per l’ERP di tradizione, della L. n. 167/62), in regime di risorse scarse, hanno oggi il compito di sussidiare la fattibilità delle operazioni di Social Housing mediante il partenariato pubblico/privato.

Oltre agli aspetti di natura più propriamente urbanistica, relativi all’utilizzo degli strumenti perequativi e premiali per la riserva delle aree da destinare all’edilizia sociale, gli enti locali devono affrontare anche questioni di tipo economico-finanziario, sia nella definizione delle politiche abitative sia nelle modalità attuativo-gestionali degli interventi di Social Housing. Quest’ultimo, infatti, intercettando una domanda abitativa intermedia dal punto di vista socio-economico, più ampia ed eterogenea rispetto alle categorie sociali “deboli” assegnatarie dell’ERP, costituisce un asse di investimento che, seppur generando rendimenti contenuti, attrae l’interesse privato, specialmente in tempo di crisi economica e segnatamente di crisi del settore edilizio. Anche per queste ragioni, i progetti di Social Housing affiancano alla mera offerta di abitazioni, in vendita o in locazione sociale, diversificati servizi integrativi alla residenza che intercettano bisogni assistenziali di varia natura e che tendono ad accrescere la qualità abitativa degli insediamenti finalizzata al superamento della “ghettizzazione”, spesso imputata ai tradizionali interventi di ERP, nell’ottica della mixité sociale. La scelta localizzativa degli interventi di Social Housing si avvia, dunque, ad assumere un ruolo importante nei processi di recupero e riqualificazione urbana, aggiungendo così ulteriori potenziali valenze di migliore qualità dell’abitare a questa “nuova” offerta teoricamente disponibile. Insieme, domanda sociale almeno in parte economicamente solvibile e offerta di investimenti pubblico/privati ad aspettative di rendimento contenute, potrebbero concorrere utilmente alla ripresa del mercato immobiliare. Esperienze in corso in altri paesi europei, come la Francia, che fra tutti rappresenta probabilmente la vicenda di ERP più vicina a quella italiana, mostrano che tale prospettiva è necessaria, realistica e vantaggiosa.

In questa sessione, dunque, l’obiettivo prioritario è discutere criticamente le variabili in gioco nei processi di trasformazione urbana attuati mediante il partenariato pubblico/privato che, integrando il servizio abitativo sociale, sono anche in grado di restituire a livello locale azioni e interventi di recupero e riqualificazione con attenzione ai temi della sostenibilità economico-finanziaria, sociale ed ambientale.

Alcune domande più di altre, si ritiene, possano avviare una riflessione critica e un confronto a livello anche internazionale: come si è giunti a questo cambiamento nel nostro Paese? Quali sono i risultati finora raggiunti dalle politiche più recenti e quali le prospettive nel breve periodo? Le politiche avviate dal governo negli ultimi mesi (Piano Casa Lupi-Renzi del D.l. n. 47/14) saranno in grado di fare fronte alla domanda di ERS? E, altro aspetto rilevante, come si risponderà alla domanda più debole, di edilizia sovvenzionata, che conta oggi circa 650 mila domande inevase?

La sessione è aperta a contributi, anche di natura interdisciplinare, caratterizzati, sia sul piano teorico, finalizzato ad analizzare più in generale la politica abitativa nella sua più recente declinazione e conseguente implicazione socio-economica, sia sul piano empirico, volto a valutare, mediante studi di caso italiani ed esteri, anche a confronto, differenti sperimentazioni virtuose.

 

Relazione di apertura

Saverio Santangelo
Dipartimento PDTA – Pianificazione, Design, Tecnologia dell’architettura, Università Sapienza di Roma

 

Persone di riferimento

Elena Borghetti
PDTA, Università Sapienza di Roma
Via Flaminia, 72
339-6162217