Sessione 28

Le sfide al welfare poste dalle recenti migrazioni internazionali: strumenti e politiche innovative di inclusione, buone prassi, attori protagonisti.

Coordinatori di Sessione/i:
Mara Tognetti Bordogna, (Università degli Studi di Milano Bicocca) e Barbara Bertolani (ricercatrice indipendente).

 

Testo della Call

Negli ultimi anni in Italia il panorama delle migrazioni sta velocemente cambiando e ai tradizionali fenomeni migratori si aggiungono flussi sempre più numerosi di richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta e minori non accompagnati. Questi migranti spesso sono portatori di caratteristiche culturali e linguistiche molto specifiche e di bisogni legati ad esperienze traumatiche e di sfruttamento, vivendo condizioni di scarsa progettualità e isolamento e restando per anni in attesa che la burocrazia dia corso alle richieste legate ai documenti di soggiorno.

Gli operatori del welfare si trovano ad operare con sempre meno risorse a fronte di un aumento del numero e della complessità dei bisogni e della diversificazione dei soggetti che li esprimono. La call intende raccogliere contributi di ricerca nazionali ed internazionali che si concentrino sulla riconfigurazione dei servizi e delle strutture di welfare dedicati ai migranti e anche sulla riorganizzazione di servizi aperti a tutta la cittadinanza, nel dovere far fronte alle sfide e alle necessità portate delle persone di origine straniera. Si sollecitano interventi possibilmente con un’ottica comparativa fra diverse realtà territoriali (anche internazionali) o fra diversi ambiti di intervento, su alcune delle seguenti tematiche:

 – La difficoltà degli operatori socio-sanitari nel far fronte alle nuove emergenze legate alle recenti migrazioni internazionali. Gli operatori possono trovarsi a sviluppare il proprio lavoro nell’ambito di una rete costituita da diversi soggetti anche del privato sociale. Ciò può determinare prassi lavorative originali, oppure l’elaborazione di protocolli che possono favorire la definizione istituzionale dei bisogni dell’utenza, rendendo i migranti dei semplici destinatari passivi di politiche decise dalle istituzioni. Quali possono essere le possibili collaborazioni innovative fra pubblico e privato per garantire l’accesso ai servizi o per creare condizioni di partecipazione e integrazione a livello socio-sanitario? Quali le buone prassi esportabili in altri contesti territoriali?

 – Il ruolo dei migranti nel facilitare o inibire l’accesso e la fruizione dei servizi di welfare La fruizione dei servizi può essere mediata dall’azione dei network etnici, ovvero dall’insieme di relazioni entro cui circolano informazioni e capitale sociale. Tale mediazione può offrire ai migranti strumenti di autonomia; nello stesso tempo, però, i network possono anche esercitare forme di controllo, con esiti ambivalenti e particolaristici nell’accesso ai servizi, in contrasto con gli assunti universalistici del welfare state. Inoltre, a fronte di forme di mediazione spontanea, sempre più spesso i servizi si avvalgono anche di figure professionali che dovrebbero facilitare la decostruzione degli stereotipi e la lettura contestuale dei bisogni. Tuttavia, la relazione che si instaura fra mediatore interculturale/migrante/servizi non appare ancora ben indagata nelle sue caratteristiche e nei suoi esiti sugli interventi a livello locale. Quali riflessioni e indicazioni si possono ricavare dagli studi di caso?

 – Le categorizzazioni burocratiche ed istituzionali dei migranti. Gli strumenti di categorizzazione istituzionale definiscono accessi differenziati al sistema di welfare, creando processi complessi di stratificazione civica, nuove disuguaglianze, possibili esclusioni. Come si riflette questa complessità sui servizi e gli interventi in ambito locale? Come influenza la relazione fra operatori e migranti? Con quali possibili esiti a livello sociale?

Referente per la corrispondenza mail: bertolani.barbara@gmail.com

 

Papers accettati

Sotto-sessione 1

Volontari: tra potenzialità ed ambivalenze nei sistemi di accoglienza ed integrazione di migranti e richiedenti asilo ( Bonizzoni)

Gli interventi di accoglienza integrata e la ricaduta sui territori (M. Giovannetti ed E. Baldoni)

Governance dell’immigrazione, categorizzazioni istituzionali e solidarietà organizzata. Rifugiati e welfare nelle piccole comunità locali del Sud Salento. Risultati di una ricerca. (Monteduro, M.P. Monno e A. Marino)

La salute psicosociale dei minori stranieri non accompagnati: l’esperienza del privato sociale e i rapporti con il servizio pubblico (M. Tognetti-Bordogna, A. Mascena, G. Cascio, A. Polito, S. Bonadies e M. Ragonesi)

Sotto-sessione 2

Il Mediatore Interculturale in 4 Paesi Europei: specificità e trasversalità di una figura (ancora) in costruzione ( Bertozzi e T. Saruis)

Delimiting social membership across multi-level states of immigration: policies and everyday practices regulating the access to health care for undocumented migrants in Piemonte and Andalucía (R. Perna, M. Bruquetas Callejo e F.J. Moreno Fuentes)

Dispositivi d’inclusione. L’agency in gioco nei documenti di governance delle migrazioni a Reggio Emilia. ( Razzoli e M. Rinaldini)

Migranti e servizi per le famiglie: pratiche e rappresentazioni di genitori e operatori sociali ( Santero e M. Naldini)

Contributed on-line

Migrants and housing: reversing the toxic narrative (S. Potesta’)

Dalle parole ai servizi. Una ricerca sulla politica mediatica e sulla politica dei servizi. (A. Ciocia e M. Antonutti)

Integrarsi in salute: società cosmopolita e rinnovamento istituzionale (S.D. Molli)

 

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