Sessione 25

Crisi demografica e politiche per il sostegno alla natalità e alla famiglia

Coordinatori di sessione: Letizia Ravagli e Nicola Sciclone (IRPET – Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana)

 

Testo della Call

La crisi economica di questi ultimi anni è probabilmente alle nostre spalle, mentre altrettanto non possiamo dire per quella demografica. Cento mila nati in meno in otto anni testimoniano l’intensità del processo di denatalità in atto in Italia. Il de-giovanimento della popolazione è tale che i giovani che progressivamente perdiamo sono in numero superiore alla crescita degli anziani. Il calo delle nascite è dovuto sia ad un effetto demografico, dato che sono sempre di meno le donne in età fertile, sia ad una modifica dei comportamenti riproduttivi. Si osserva infatti una minore propensione ad avere figli, che dipende da molteplici fattori: alcuni di natura sociale o economica, quali l’innalzamento dei livelli di istruzione e la conseguente posticipazione della partecipazione al mercato del lavoro, o la precarietà lavorativa; altri di natura culturale, tali da ritardare l’uscita dal nucleo familiare di origine; non per ultimi, infine, i motivi legati alla mancanza di un adeguato insieme di politiche di sostegno della natalità.

La spesa sociale in Italia è squilibrata a favore della fascia di popolazione anziana. Per le famiglie, non solo le risorse sono insufficienti, ma è previsto un mix di prestazioni disorganico e frammentario. I diversi interventi, dagli sgravi fiscali, come le detrazioni per figli a carico, ai trasferimenti monetari, come gli assegni familiari o i bonus bebè, ai servizi, principalmente l’offerta di asili nido, agli interventi di conciliazione fra tempi di cura e di lavoro, come i congedi parentali, sono tra loro non coordinati, hanno spesso natura assistenziale e non promozionale, presentano una forte differenziazione territoriale. Infine, il sistema pubblico di protezione sociale delle famiglie è, paradossalmente, integrato in modo rilevante dalle reti familiari.

L’obiettivo della sessione è analizzare l’intensità dei fenomeni descritti e riflettere sui limiti e sui possibili miglioramenti del sistema di protezione sociale a sostegno della natalità e della famiglia attualmente previsto in Italia. Più nel dettaglio si incoraggiano lavori che producano risultati su uno o più dei seguenti aspetti.

– Le conseguenze economiche e sociali del de-giovanimento, con particolare riferimento alle implicazioni sul mercato del lavoro, sui livelli di produttività per la minore accumulazione di capitale umano, e sulla sostenibilità di medio lungo termine degli schemi di protezione sociale.
– I determinanti della denatalità, con particolare attenzione alle conseguenze della crisi economica sulle scelte riproduttive.
– Rassegna delle esperienze internazionali nelle politiche per la famiglia e approfondimenti su specifiche misure ed azioni che negli altri paesi hanno favorito la natalità.
– Il costo dei figli e l’analisi degli interventi per il sostegno alla natalità, fra offerta di servizi, trasferimenti diretti o figurativi di natura monetaria (bonus, detrazioni, ecc.) e misure di conciliazione dei tempi di vita e lavoro.
– Progettazione e stima del costo e degli effetti distributivi di ipotesi di riforma delle prestazioni per la famiglia: da una riforma fiscale a favore delle scelte riproduttive all’istituzione di unico trasferimento di natura monetaria.
– Le buone pratiche a livello regionale e locale e l’eterogeneità territoriale nelle prestazioni offerte a sostegno della famiglia.

Referente per la corrispondenza mail: letizia.ravagli@irpet.it

 

Papers accettati

If not now, when? The timing of childbirth and labour market outcomes. (A. Verashchagina, M. Picchio, C. Pigini, S. Staffolani)

Gli effetti di una riforma del sistema fiscale italiano ispirata al quoziente familiare francese (M.L. Maitino, P. Brunori, L. Ravagli e N. Sciclone)

Economic uncertainty and fertility: a meta-analysis (G. Alderotti, D. Vignoli e M. Baccini)

Contributed on-line

Socio-economic inequalities in childbirth care? Evidence for the Italian context (N. Kulic e G. Dotti Sani)

 

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