Integrazione socio-sanitaria

Coordinatori di sessione: Pietro Fantozzi, Sabina Licursi, Giorgio Marcello

 

Testo della call

Nelle società europee, già da tempo si vanno sperimentando e studiando gli effetti dell’integrazione tra la dimensione sanitaria e quella sociale, nell’ambito dei servizi alle persone. Nei contesti in cui l’integrazione è realizzata, si aprono infatti spazi importanti per la sperimentazione di nuove pratiche di welfare, sempre più orientate verso la domiciliarizzazione e la personalizzazione degli interventi sanitari e socio-assistenziali.

In Italia, il processo di integrazione socio-sanitaria è stato avviato con la L. n. 328 del 2000. La mancata definizione dei livelli essenziali di prestazione (LEP), gli effetti della riforma del titolo V della Costituzione, e le diverse modalità di applicazione della L. 328 nelle diverse regioni hanno condizionato non poco la traduzione operativa della normativa citata. Nell’ambito dei servizi alla persona, i dati disponibili mostrano l’esistenza di sperimentazioni innovative, accanto a pratiche tradizionali o, addirittura, di istituzionalizzazione di ritorno. In altri termini, ipotizziamo che si vada approfondendo il cleavage su base territoriale che ha sempre contraddistinto il welfare che è in Italia; e che, inoltre, in alcune regioni continuino ad essere preponderanti gli interventi a carattere custodialistico e segregante, soprattutto con riferimento alla condizione delle persone con disabilità, dei minori appartenenti a famiglie multiproblematiche, di quanti vivono le conseguenze della povertà estrema.

La sessione si propone di favorire l’analisi: a) di alcune sperimentazioni significative, rese possibili dall’integrazione socio-sanitaria, nell’ambito del disagio psichico, come, ad esempio, quelle connesse all’applicazione dei budget di salute in diverse regioni italiane; b) dei rischi di nuova istituzionalizzazione, legati ad una mancata recezione, oppure ad una applicazione solo parziale, della normativa sull’integrazione tra servizi, in particolare nell’ambito dell’assistenza ai minori appartenenti a famiglie fragili, nonché dell’accompagnamento di persone senza dimora.

Si invitano pertanto ricercatori internazionali e nazionali, amministratori e professionisti sociali e sanitari a contribuire alla discussione con analisi empiriche di implementazione di servizi di integrazione socio-sanitaria, con particolare riferimento agli ambiti segnalati. L’auspicio è quello di riuscire, attraverso una analisi comparativa in sede di discussione, di mettere a fuoco strategie che permettano di superare le barriere che limitano l’effettiva integrazione tra servizi sanitari e sociali, e di promuovere pratiche di reale deistituzionalizzazione dell’assistenza.

 

 

Persone di riferimento

 

Pietro Fantozzi
Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università della Calabria

 

Sabina Licursi
Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università della Calabria

 

Giorgio Marcello
Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università della Calabria