Sessione 19

Capability approach vs. Social Investment approach? Un confronto tra nuove prospettive nell’analisi delle politiche sociali.

Coordinatore/i di sessione: Gianluca Busilacchi (Università di Macerata) e Laura Leonardi (Università di Firenze).

 

Teso della Call

Il Social Investment approach si è ormai affermato come un nuovo approccio, sia sul versante analitico che su quello normativo, nell’analisi del welfare in Europa, ma le politiche ad esso ispirate sono state oggetto di importanti critiche (Nolan 2013; Hemerijck 2017). In particolare, le più forti critiche al Social Investment riguardano le sue conseguenze in ottica produttivista, non solo perché enfatizza il “ritorno economico” delle politiche sociali rispetto ad altri outcome, ma anche perché considera i cittadini in primo luogo come produttori autosufficienti, lasciando in secondo piano lo sviluppo delle loro qualità individuali e delle capacità e aspirazioni non legate alla loro produttività (Saraceno 2015). Si tratta in sostanza di comprendere quanto il paradigma dell’attivazione e dell’empowerment individuale venga poi nella pratica dei servizi declinato come occasione di accrescimento delle capacità dei cittadini, oppure come una controprestazione e un dovere del beneficiario di politiche. Da questo punto di vista risulta centrale la qualità dell’implementazione dei servizi offerti: la frammentazione delle responsabilità amministrative rende però difficile un coordinamento comprensivo di tutte le arene di policy incluse nell’approccio dell’investimento sociale. Inoltre, le conseguenze non attese delle politiche d’investimento sociale (es. l’effetto Matteo) suggeriscono che la prospettiva del social investment vada inserita in un dibattito più ampio che riguardi lo sviluppo sociale e la cittadinanza sociale.

La principale proposta alternativa – o, secondo alcuni autori, integrativa (More e Palme 2017) – all’investimento sociale è rappresentata dall’approccio delle capabilities, ispirato a A. Sen e M. Nussbaum, che ha trovato interessanti applicazioni nell’ambito delle politiche sociali in differenti ambiti di policy e in contesti nazionali e locali. Si tratta di un approccio che si è diffuso nell’ambito di differenti scienze sociali, dando ampio spazio al proficuo confronto e al dialogo interdisciplinare. Nell’ambito di questo secondo approccio acquistano priorità l’agency, gli obiettivi di libertà e autonomia individuale, la partecipazione sociale non intesa come limitata al mercato del lavoro. L’approccio delle capabilities riferito alle politiche sociali ha evidenziato l’importanza della dimensione sociale e collettiva, in quanto collega le capabilities individuali alle opportunità e alle risorse sociali e istituzionali, nonché – in una prospettiva sostanzialmente diversa rispetto all’investimento sociale – alla partecipazione alla vita pubblica (Bonvin, Thelen 2003). Non meno importante, l’approccio alle politiche sociali orientato alle capabilities pone il problema delle basi informative di riferimento per le politiche sociali, evidenziandone gli orientamenti normativi sottostanti e sollecitando la ricerca per una loro innovazione, in particolare rispetto agli indicatori di carattere quantitativo che costituiscono invece la base informativa, ormai consolidata, per le politiche di social investment.

La sessione intende far emergere le sostanziali differenze tra l’approccio delle capabilities e quello dell’investimento sociale alle politiche sociali attraverso contributi di ricerca che siano volti a individuare differenze e possibili convergenze tra i due approcci, nonché lo stato dell’arte sugli indicatori, anche nell’ottica della valutazione delle politiche sociali.

Referente per la corrispondenza mailgianluca.busilacchi@unimc.it

 

Papers accettati

Sotto-sessione 1

Capabilities and social investment: similar words, different spaces (R. Mulè)

Investimento sociale, approccio delle capabilities e rilettura nazionale della strategia europea per l’inclusione attiva: un’analisi comparata di Francia, Spagna e Svezia (G. Scalise)

Oltre l’investimento sociale. Il contributo dell’approccio delle capacità per la riforma del welfare state (F. Laruffa e J.M. Bonvin)

Sotto-sessione 2

Framework teorico e procedure per la misurazione del benessere urbano (M. Biggeri e C. Nitti)

Spazi informativi delle capabilities. Un’esperienza locale nel campo delle politiche formative (B. Giullari)

I servizi di accompagnamento al lavoro tra bisogni individuali e risposte integrate (A. Chiozza, L. Mattei e B. Torchia)

Dalla logica produttivista del Social Investment alle Collective Capabilities come forza motrice dell’attivazione: le iniziative della società civile contro l’insicurezza alimentare a Roma, Barcellona e Atene (D. Bernaschi)

Contributed on-line

La capacitazione imprenditoriale dei giovani pugliesi: un’analisi di policy dal punto di vista del soggetto (P. Inno)

 

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