La valutazione delle performance tra costi e benefici sociali: nuove metriche, nuove sfide, nuove retoriche?

Coordinatori di sessione: Dora Gambardella, Mita Marra 

 

Testo della call

La valutazione di performance di matrice aziendalista, sempre più praticata all’interno delle organizzazioni pubbliche, appare sostenuta da retoriche che evocano produttività, economicità, merito e, più in generale, trasparenza dell’azione e dell’investimento delle risorse pubbliche in funzione di accountability. Tale recente sviluppo sollecita riflessioni che spaziano dalle scelte tecnico-metodologiche, per esempio in merito agli assunti teorici che guidano la costruzione degli indicatori o alla natura dei grandi archivi dati che così vengono configurandosi, alle competenze richieste per l’esercizio di tale sapere valutativo.

Di recente la valutazione dell’impatto sociale dei programmi ha acquisito particolare rilevanza non solo per la programmazione degli interventi nell’ambito del primo welfare, ma anche per progetti e iniziative di secondo welfare finanziati da investitori privati. L’interesse degli stakeholders sembra orientarsi sempre di più sul valore sociale che l’intervento può generare, chiamando in causa metodi e tecniche cost-inclusive — per dirla in inglese. Nei contesti anglosassoni, infatti, il ritorno sociale degli investimenti è una forma di valutazione delle performance, che a fronte del calcolo dei costi sostenuti per realizzare programmi con finalità sociale, si cimenta ad apprezzare il valore che i programmi stessi e le organizzazioni che li attuano creano per la comunità, anche, ma non solo, in termini monetari.

Dalla tradizionale analisi costi-benefici alle nuove tecniche e metriche di stima del valore sociale dei servizi alla persona o delle prestazioni sanitarie, sia le amministrazioni pubbliche che le organizzazioni del privato profit e non profit esprimono una domanda valutativa legata al contributo sociale generato a vantaggio delle comunità. Stakeholders pubblici e privati incoraggiano e amplificano tale domanda valutativa non solo per comprendere l’impatto gli interventi messi in campo, ma anche e soprattutto per verificare la ‘redditività’ degli investimenti in un clima di maggiore responsabilità per l’uso delle risorse destinate a finalità sociali.

Quali sfide etiche e metodologiche le valutazioni di performance pongono ai valutatori? Quale ruolo svolgono i portatori di interesse nelle diverse fasi del processo valutativo? Quale ruolo ha la politica e i valori? Chi sono gli utilizzatori della performance — committenti, investitori, dirigenti, cooperanti, beneficiari — e quale è il loro grado di partecipazione alla costruzione e all’interpretazione dei risultati valutativi?

 

Persone di riferimento

Dora Gambardella

Università degli studi di Napoli

 

Mita Marra
Università degli studi di Salerno