Sessione 14

Welfare rurale. Esperienze e pratiche di welfare integrato nelle aree interne

Coordinatore/i di sessione: Fabio Berti (Università degli Studi Siena), Domenica Farinella (Università degli Studi di Cagliari), Giovanni Carrosio (Università degli Studi di Trieste), Andrea Bilotti (Università degli Studi Siena) e Antonello Podda (Università degli Studi di Cagliari)

 

Titolo della Call

Da alcuni anni nel nostro Paese si è sviluppato un intenso dibattito sulle cosiddette “aree interne” con l’obiettivo di ripopolare territori apparentemente fragili ma ricchi di risorse poco valorizzate. Uno degli assi strategici per riuscire a perseguire questi obiettivi riguarda la questione del welfare, troppo spesso sottovalutata o non sufficientemente valorizzata. Nelle politiche a favore delle  aree rurali si è privilegiato nel passato il momento economico-produttivo (modernizzazione delle aziende), trascurando i servizi alla popolazione come sanità, trasporti pubblici, istruzione, assistenza sociale. Per compensare gli svantaggi strutturali del vivere in aree rurali remote è stato fatto ricorso alle pensioni di invalidità, rinunciando ad una sorta di “territorializzazione” del welfare.

Ora grazie anche al risveglio prodotto dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) è cresciuta la consapevolezza di dover agire non solo a livello economico ma anche sociale, potenziando e accentrando servizi indispensabili a garantire la vivibilità dei territori, come asili nido o residenze per anziani ed anche altri meno strutturati come la consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari.

Per questi motivi si parla sempre più spesso della necessità di sviluppare servizi di welfare integrati capaci di esaltare le potenzialità disperse del territorio, fino ad arrivare a quello che potremmo definire un vero e proprio “welfare rurale”. Per riuscire in questo ambizioso percorso vi sono due strategie fra loro complementari: da un lato realizzare percorsi progettuali facendo leva su risorse umane e materiali locali e, dall’altro, attirare le stesse risorse da fuori, migliorando i servizi alla popolazione e creando nuove forme di occupazione.

In tale cornice, la domanda di fondo che la sessione intende affrontare riguarda se, come e a quali condizioni si possono sviluppare progettualità ibride pubblico/private per garantire standard di benessere anche nelle aree interne del Paese.

L’invito è quello di presentare contributi orientati a:

– ricostruire lo stato dell’arte dei processi di progettazione e programmazione sociale delle aree fragili orientati al mantenimento e allo sviluppo delle risorse locali;
– analizzare il rapporto tra i livelli e i soggetti deputati alla programmazione zonale e locale, con particolare riferimento ai meccanismi di partecipazione delle comunità locali alla coproduzione dei servizi;
– analizzare esperienze innovative e pratiche emergenti di organizzazione integrata e/o a rete dei servizi di varia natura (socio-assistenziali, sanitaria, educativa…);
– analizzare i nuovi intrecci fra servizi di welfare e altri settori tipici delle aree interne come l’agro-silvicoltura e il micro-turismo (es. agricoltura sociale) per verificare se il loro incontro produce lavoro, coesione comunitaria, senso di benessere individuale.

Sono altresì gradite proposte teoriche che avanzino riflessioni sul concetto di welfare rurale, sul suo legame con le diverse politiche di sviluppo rurale, sui diversi livelli di governance implicati nella gestione delle policy.

Referente per la corrispondenza mailfabio.berti@unisi.it

 

Papers accettati

Sotto-Sessione 1

Welfare rurale e agricoltura sociale: tra innovazione di significato, rigenerazione di comunità e usi strumentali (R. Moruzzo, V. Colosimo e F. Di Iacovo)

Welfare e innovazione in ambito rurale: il progetto Orto e Fattoria Sociale in Basilicata (G. De Lucia)

Welfare e agricoltura sociale: esperienze innovative di sviluppo locale (C. Moretti)

Esperienze di welfare generativo rurale: il progetto “Terragnolo che conta” (F. Gabbi, B. Prosser e L. Giuliani)

Sotto-Sessione 2

Le imprese di comunità come strumento di welfare locale: il caso della Cooperativa Sociale Cadore (Jacopo Sforzi e G. Galera)

La sanità di prossimità: un progetto di welfare nell’Area Interna del Fortore Molisano (A. Golino, F. Colavita)

La salute nelle aree interne italiane: analisi sull’uso dei servizi ospedalieri dei residenti italiani e stranieri nelle regioni italiane (S. Pollutri et B. Vallesi)

Il Mezzogiorno come grande area interna. Un intervento straordinario senza soluzione di continuità (T. Moscaritolo)

 

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