La partecipazione sociale dei migranti tra diritti formali ed esperienze locali

Coordinatori di sessione: Eduardo Barberis, Fatima Farina, Angela Genova

 

Testo della call

I principi di uguaglianza, non discriminazione, pluralismo, tolleranza e coesione sociale hanno guidato le politiche europee nel corso degli ultimi due decenni all’interno di un mainstreaming di pari opportunità interpretato in senso ampio e plurale; tuttavia, la partecipazione sociale della popolazione coinvolta in processi migratori presenta ancora diverse criticità, disegnando una mappa composita e frammentata, a livello nazionale come a livello locale. Disuguaglianze economiche e sociali continuano a caratterizzare le relazioni tra la popolazione “autoctona” e migrante, con gravi rischi di perdita di coesione che vanno ad alimentare il terreno dell’esclusione, marginalità e delle discriminazioni. Il dibattito, politico e accademico, attualmente è incentrato sugli esiti delle politiche ad oggi messe a punto e in parte implementate.

L’ Italia si caratterizza per azioni poco coordinate tra indicazioni regolative nazionali e scelte di policy locali, mancanza di adeguata integrazione tra le aree di policy, frammentazione degli interventi ed eterogeneità territoriali. Nella maggiore parte delle aree di policy i requisiti e diritti formali sembrano garantiti a fronte però di barriere che limitano l’effettiva possibilità di fruizione dei servizi; diversi aspetti informali, discriminazioni dirette e indirette, multiple e intersezionali, si frappongono ad una partecipazione sociale plurale della popolazione migrante alle diverse articolazioni del welfare – incluso il sistema educativo, fra le principali istituzioni che formano ai valori della cittadinanza e che facilitano l’incontro con la diversità, ma anche un sistema sotto pressione, che nella gestione della diversità vede la sua mission sfidata da difficoltà quotidiane.

Nell’ultimo rapporto sulla situazione sociale del paese, i dati Istat e Censis mettono in luce la percentuale molto bassa di Italiani che esprimono sentimenti positivi verso gli immigrati: quattro italiani su cinque mostrano diffidenza, indifferenza e anche ostilità. La maggioranza dichiara che gli immigrati in Italia sono troppi e sostiene l’attribuzione prioritarie degli alloggi popolari e di posti di lavoro agli italiani rispetto agli immigrati, a parità di requisiti.

La sessione intende affrontare questi temi partendo da esperienze – fallimentari o di successo – che a livello locale hanno comportato un confronto con le tematiche sopra accennate. In particolare, la sessione accoglierà paper che si incentreranno sulle politiche e interventi in atto, nella dialettica della governance multilivello, tra diritti formali, rapporti territoriali e forme di governance multilivello nell’area delle politiche educative, sanitarie e sociali, analizzate in una prospettiva intersezionale di interazione tra diversità (etnia, classe, cittadinanza, genere, ecc.).

Saranno particolarmente benvenuti contributi che, superando il livello sociografico, evidenzieranno i fattori di successo e insuccesso in modo teoricamente fondato e orientato ad innovazioni di policy, con particolare attenzione alla comparazione tra esperienze locali, regionali e internazionali.

 

Relazione di apertura

Prof.ssa Mara Tognetti
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale – Università degli Studi di Milano Bicocca

 

Persone di riferimento

Angela Genova
DESP – Università di Urbino Carlo Bo,
Via A. Saffi 15 – 61029 Urbino (PU),
Telefono: (+39) 340-6488219