Sessione 9 Sottosessione 2

Le potenzialità del cohousing nella produzione di beni collettivi per il territorio: due casi di studio a confronto

(C. Casotti et S. Sitton)

Abstract

L’espressione “cohousing” indica un modello abitativo promosso e gestito direttamente dagli abitanti che combina l’autonomia di spazi privati con i vantaggi di spazi, risorse e servizi condivisi.
Nella primavera 2018 sono stati analizzati i cohousing urbani Mondo 10 e Numero Zero, scelti in quanto presentano alcune caratteristiche simili in termini di dimensione (piccola) e collocazione geografica (quartieri marginali, Torino) che li rendono più facilmente confrontabili.
Sono due iniziative nate spontaneamente a Torino da gruppi di cittadini i quali, senza alcun supporto della pubblica amministrazione né favoriti da normative per agevolare la condivisione di spazi, hanno deciso di abbandonare la forma del condominio tradizionale a favore di forme abitative con abbondanti spazi in condivisione, adatti a sviluppare attività relazionali.
L’obiettivo di questo lavoro è verificare se e con quale intensità l’ambiente del cohousing sia in grado in primo luogo di stimolare pluralità, relazioni, mutuo aiuto e condivisione tra i residenti e in secondo luogo di diffondere questo approccio all’esterno. Alla base di questo lavoro è la ricerca sull’abitare condiviso in Italia realizzata da Sitton (2017), in cui si illustravano le modalità di produzione di beni collettivi di natura relazionale da parte di gruppi di abitanti che si auto-organizzano in contesti di abitare condiviso, approfondendo i meccanismi regolativi che attivano comportamenti cooperativi e i modelli organizzativi che assicurano la sostenibilità di queste esperienze.
Nei contesti di abitare condiviso in generale e nei progetti di cohousing in particolare, il fatto che i residenti si siano scelti reciprocamente, abbiano un sistema di preferenze sociali simili e affinità valoriali, implica una produzione di beni relazionali elevata, in quanto fiducia diffusa, reciprocità nei comportamenti e norme sociali condivise sono in grado di generare alti livelli di cooperazione, indice di capitale sociale.
Il fine ultimo di evidenziare le potenzialità dell’abitare condiviso nella produzione di beni collettivi\capitale sociale per il territorio consiste nel giustificare l’interesse della Pubblica Amministrazione in un segmento delle politiche abitative finora ampiamente sottovalutato.