Sessione 9 Sottosessione 1

Cà Nostra: un’innovativa esperienza di coabitazione tra anziani non autosufficienti e con deficit cognitivi gestito da famiglie e associazioni

(G. Urbelli, S. Sitton e F. Nora)

Abstract

Tra le tendenze innovative mirate a supportare la permanenza a domicilio degli anziani si sta facendo strada il cohousing. Ca’ Nostra è un progetto di coabitazione realizzato a Modena in un grande appartamento dove da due anni vivono cinque anziani parzialmente non-autosufficienti o con problematiche legate a deficit cognitivi e tre assistenti domiciliari. Tutti gli aspetti economici, sociali e organizzativi sono curati direttamente dalle famiglie coinvolte (cargiver) organizzate in una Comunità Familiare, con il supporto delle associazioni e delle istituzioni coinvolte.

L’idea progettuale matura all’interno di una rete di soggetti pubblici (Comune di Modena e Azienda Sanitaria) e del terzo settore del territorio modenese, coordinata del Centro di servizi per il volontariato, che ha riunito le organizzazioni interessate a studiare la possibilità di realizzare in città una coabitazione per anziani con demenza, facendo riferimento ai modelli di cohousing tedeschi e olandesi per malati di Alzheimer.

Il progetto nasce per favorire la convivenza con ritmi e caratteristiche della vita domestica ordinaria e l’inclusione sociale degli ospiti, costruendo un modello assistenziale basato sulla persona e non sulla malattia, che permetta di oltrepassare lo stigma e promuoverne la partecipazione alla vita sociale.
L’obiettivo principale è assicurare una più alta qualità della vita agli anziani coabitanti, grazie ai benefici della convivenza in piccolo gruppo e alle opportunità socio-relazionali che questa comporta, e ai loro caregiver, alleggerendo il loro carico di stress e di preoccupazioni quotidiane a favore di un investimento di tempo nelle relazioni familiari e nel supporto reciproco dei nuclei coinvolti.

A questo obiettivo si aggiunge quello di sperimentare nuove forme di assistenza “ibride”, a costi ridotti, che coniughino la centralità della domiciliarità, la cura e il bisogno di socialità degli ospiti e dei propri familiari e amplino la gamma delle risposte ai bisogni delle persone non autosufficienti, rispetto alle tradizionali forme pubbliche, private o familiari, in una cornice di sostenibilità economica.

Il paper sintetizza i risultati di uno studio effettuato con una metodologia quali-quantitativa (analisi dei dati di bilancio e interviste agli assistenti familiari, ai familiari degli anziani e ai referenti delle associazioni e istituzioni coinvolte) per valutare gli effetti in termini di risparmio economico e benefici sanitari e socio relazionali, sia per gli nziani che per i loro familiari cargiver, derivanti dal modello di welfare territoriale promosso da Ca’ Nostra.
Il cambiamento più evidente comportato dal progetto è il passaggio da una gestione dell’anziano con disturbi cognitivi caratterizzata dall’adozione da parte dei familiari di soluzioni prevalentemente private/individuali ad una condizione di condivisione dell’esperienza in piccolo gruppo. Ciò ha comportato sicuramente un alleggerimento del carico assistenziale, materiale e psicologico, dei caregiver.
La dimensione famigliare e di comunità, caratterizzata dal supporto del vicinato e dei volontari che hanno organizzato iniziative aperte di cucina e cucito e affini, ha garantito un’alta qualità di vita relazionale degli anziani e dei loro familiari.
Il progetto ha sperimentato positivamente l’ottimizzazione di servizi sanitari ottenuti grazie alla convivenza di anziani con medesime condizioni di salute: ciò ha comportato monitoraggi sanitari più frequenti senza costi aggiuntivi per il sistema sanitario e una supervisione mirata sull’impatto del cambiamento di contesto domiciliare a cura del geriatra di riferimento; lo staff socio sanitario di riferimento e i familiari stessi hanno rilevato miglioramenti comportamentali degli anziani, soprattutto nei casi provenienti dalle strutture protette.
I risultati mostrano che è possibile costruire modelli abitativi innovativi per garantire servizi più flessibili, coordinamento delle prestazioni e instaurare coabitazioni positive per anziani e caregiver anche nel caso di deficit cognitivi e/o patologie dementigene.
Tra gli elementi innovativi di Ca’ Nostra vi è innanzitutto l’innovativo modello di welfare che coniuga la centralità della domiciliarità con la cura e il bisogno di socialità dell’ospite e dei familiari, e dove gli attori della società civile sono “protagonisti competenti” del processo di cohousing. Altri elementi innovativi sono: la rete tra attori istituzionali e del terzo settore per lo sviluppo progettuale; la sinergia tra famigliari, volontari e personale specializzato, formati ad hoc, per la gestione della casa e degli ospiti.
Davanti all’aumento della richiesta generalizzata di assistenza agli anziani e al cambiamento avvenuto negli ultimi decenni in tema di domiciliarità, Ca’ Nostra offre l’opportunità di usufruire di un servizio a bassa soglia con riduzione degli alti costi legati alla cura delle persone con demenza, associato alla qualità della vita.
Le evidenze prodotte dallo studio effettuato costituiscono una base importante per implementare e diffondere un modello organizzativo ed operativo ad elevata fattibilità e trasferibilità di sistema, con costi contenuti e a bassa soglia, con conseguente risparmio di risorse pubbliche.