Sessione 6 Sottosessione 2

Nuovi bisogni sociali e innovazione nei modelli di programmazione del welfare locale: il caso della Fondazione di Comunità di Messina

(F.P. Scardigno)

Abstract

I territori delle principali realtà urbane italiane hanno subito negli ultimi decenni profonde trasformazioni socio- economiche e funzionali, modificando in molti casi le modalità tradizionali di relazione con le aree circostanti le quali, progressivamente, sono state incluse in un unico e ampio sistema di area vasta per la produzione e consumo di spazi e di servizi. Questo fenomeno è molto evidente soprattutto nel campo delle politiche di welfare. Nelle aree più vulnerabili del paese questo processo ha storicamente costituito una risposta alla debolezza delle istituzioni locali, soprattutto di quelle più marginali o periferiche favorendo la creazione di connessioni funzionali e circuiti di coinvolgimento dei territori e dei soggetti più marginali in una logica sistemica complessa e diffusa. Questi processi hanno stimolato la generazione di nuovi modelli di coordinamento tra attori centrali e periferici, pubblici e privati, istituzionali e di comunità e, parallelamente, la sperimentazione di innovativi modelli di programmazione e governance del welfare locale.

Il recente diffondersi di forme organizzative di tipo partenariale tra istituzioni pubbliche, private for profit e di terzo settore sembra allinearsi in modo coerente con le tendenze sopra esposte. Queste nuove istituzioni da un lato raccolgono, grazie al loro radicamento, le sfide derivanti dalla complessità del territorio; dall’altro producono risposte efficienti, efficaci e sostenibili attraverso forme di mutualità allargata e sinergia tra servizio pubblico, azione volontaria e mobilitazione comunitaria.

Il paper presenta l’impostazione teorico-critica e metodologica ed i primi risultati di uno studio di caso sulla Fondazione di Comunità di Messina, istituzione contenitore e incubatore di innovazione sociale promossa dalla Fondazione Con il Sud nel 2012 all’interno di una delle principali realtà urbane italiani e delle regioni funzionali maggiormente significative del Mezzogiorno. La capacità di attivare e coordinare energie progettuali all’interno di un disegno strategico di lungo respiro, di connettere percorsi di innovazione sociale pubblici e privati, di generare nuove soggettività ne fanno un caso esemplare di welfare comunitario di nuova concezione. Analogamente la diffusione delle attività sull’ampio territorio di area vasta ed il loro coordinamento funzionale nella logica di un distretto sociale ne suggeriscono l’interesse anche dal punto di vista dell’analisi circa i nuovi modelli di welfare nei territori a urbanizzazione diffusa.