Sessione 6 Sottosessione 1

Uno sguardo ad ampio spettro sulla domiciliarità a Bologna

(M. Giusti et M. Zucchini)

Abstract

Trend demografici, rischi e innovazioni
L’invecchiamento della popolazione è uno dei principali cambiamenti sociali del nostro tempo. Oggi, in Italia, la percentuale di individui di 65 anni e più è pari al 22% e crescerà di oltre 10 punti percentuali entro il 2050 (ISTAT 2017). Tale trend a Bologna è ancora più evidente in quanto il 25% della popolazione residente ha più di 65 anni (98.614 persone) e si rileva una forte incidenza delle persone con più di 80 anni sulla popolazione residente (9%). Tra le persone con più di 65 anni si stima che circa il 19% sia costituito da persone non autosufficienti, di queste il 28% usufruisce di servizi per la non autosufficienza con finanziamento pubblico. Questo significa che il restante 72% della popolazione non autosufficiente non viene intercettata dal servizio pubblico e le famiglie rischiano di affrontare in completa solitudine la gestione dell’assistenza.

Il Comune di Bologna riconoscendo la domiciliarità quale elemento cardine del sistema integrato di servizi, mantenendo la residenzialità come soluzione per rispondere ai casi non trattabili al domicilio, ha istituito nel 2014 e aggiornato nel 2018 il Sistema di servizi a sostegno della domiciliarità: una innovazione “di processo” finalizzata a garantire servizi strettamente integrati alle persone fragili e non autosufficienti e a coloro che sono impegnati nelle attività di sostegno al domicilio che comprende interventi socio-assistenziali e socio-sanitari pubblici per la domiciliarità (assistenza domiciliare accreditata, centri diurni anziani accreditati, assegno di cura, ricovero di sollievo) e nuovi strumenti a disposizione del servizio sociale, a sostegno della presa in carico.

Obiettivi e azioni innovative
Nell’ambito del Sistema di servizi a sostegno della domiciliarità, proprio per favorire la prossimità al cittadino e la personalizzazione del progetto assistenziale individualizzato, è stato individuato dall’Amministrazione, quale strumento strategico, il Nucleo per la domiciliarità in capo ad ASP Città di Bologna, composto da Assistenti sociali e Responsabili delle attività assistenziali e presente in ogni quartiere cittadino. Tale strumento intende garantire il riconoscimento di priorità al mantenimento della persona anziana presso il proprio domicilio andando a definire quale forma di supporto è più adatta a soddisfare il “bisogno dell’abitare” della persona stessa, inteso come bisogno che comprende sia la dimensione domestica, sia lo spazio esterno, il contesto in cui questo spazio è collocato, attraverso l’attivazione di servizi socio-sanitari, assistenziali e di monitoraggio.
Attraverso innovazioni di processo sperimentate e successivamente consolidate sul territorio cittadino si è tentato di chiarire sempre più le funzioni, i ruoli e le responsabilità dei diversi attori coinvolti nel Sistema di servizi a sostegno della domiciliarità, al fine di agevolare l’integrazione tra i professionisti e la semplificazione dei percorsi per i cittadini, con l’obiettivo di garantire alla persona anziana non autosufficiente una risposta personalizzata e più tempestiva, capace di ricomporre le risorse del territorio.
Inoltre sono stati introdotti nuovi strumenti del Servizio sociale territoriale che, in un’ottica di presa in carico ampia dei bisogni della comunità, intendono sviluppare forme pubbliche di orientamento e consulenza che consentano ai cittadini di scegliere in modo competente le risorse di welfare a cui rivolgersi, anche oltre il perimetro delle prestazioni garantite da Comune e Ausl.

L’integrazione tra pubblico e privato
I nuovi strumenti introdotti al fine di rafforzare il ruolo del servizio pubblico rispetto all’accompagnamento delle famiglie di fronte alla necessità di trovare risposta ai bisogni di cura domiciliare mediante la garanzia di standard qualitativi e di appropriatezza sono i seguenti:
- prestazioni assistenziali domiciliari in regime privatistico, fornite da soggetti accreditati, a tariffa concordata con il Comune con eventuale supporto economico finalizzato al contenimento del costo di riferimento del servizio (Servizio Cura & Assistenza);

– convenzioni con Agenzie per il lavoro per la somministrazione di assistenti familiari mediante le quali si intende fornire sostegno alle famiglie nel reperimento di un assistente familiare e nella gestione del relativo rapporto di lavoro;
- contributi economici a supporto dell’attivazione di pacchetti di assistenza familiare con eventuale mediazione di Agenzie per il lavoro per la somministrazione di assistenti familiari.

Le innovazioni organizzative e i nuovi strumenti introdotti sono l’esito di un processo riflessivo effettuato in fase di programmazione sulla capacità del sistema integrato di servizi di trovare approcci nuovi rispetto all’accompagnamento dei cittadini nella ricomposizione delle risorse e opportunità di servizi anche attraverso un ruolo di garanzia del servizio pubblico, nella consapevolezza che, oggi, sempre più è necessario, soprattutto nell’ambito delle politiche di Long Term Care, trovare nuove modalità operative capaci di far funzionare soluzioni ben note ma di difficile realizzabilità (“innovazioni di processo”), più che individuare nuove forme di servizio (“innovazioni di prodotto”).

Tale processo di innovazione è stato accompagnato negli anni da studi di valutazione che hanno coinvolto i professionisti e i beneficiari dei servizi, approccio che l’Amministrazione sta continuando a valorizzare prevedendo attività di valutazione anche per i nuovi strumenti a sostegno della presa in carico sociale introdotti.