Sessione 4 Sottosessione 1

La stima del valore aggiunto delle scuole italiane sugli apprendimenti degli studenti: quali variabili nei modelli?

(A. Bendinelli e A. Martini)

Abstract

Ogni anno, a qualche mese di distanza dalle prove INVALSI, le scuole ricevono i risultati relativi al livello degli apprendimenti dei propri studenti, sintetizzati da tabelle e grafici, che rappresentano i valori medi assoluti di apprendimento della classe e dell’istituto, i quali possono essere confrontati con quelli della propria regione, con quelli della macro-area geografica di appartenenza e con quelli nazionali. Nonostante siano precursori di utili indicazioni sull’operato dell’istituto, questi indici assoluti non possono essere interpretati come indicatori della qualità educativa della scuola: essi dipendono in larga parte anche dalle competenze in ingresso che possiedono gli studenti e dalle caratteristiche insite delle famiglie degli allievi e del contesto strutturale in cui sono inseriti (territoriale e scolastico). Elementi su cui la scuola ha un limitato margine di intervento.

Da quando è stato possibile acquisire una serie di caratteristiche possedute dagli studenti di un certo grado scolare, l’INVALSI ha proposto alle scuole una stima del proprio valore aggiunto, ossia l’effetto (positivo, nullo o negativo), che la scuola apporta sull’apprendimento dei propri studenti, al netto di tutti quei fattori che non dipendono dal proprio operato, quali ad esempio lo stato socio-economico e culturale delle famiglie degli studenti (ESCS), le loro abilità in ingresso con cui affrontano le varie tappe del percorso scolastico, ma anche la composizione del corpo studentesco dell’istituto. Dunque, i modelli di valore aggiunto consentono di confrontare le scuole a “parità di condizioni”.

Questo lavoro intende fornire un contributo empirico-metodologico a un dibattito: la stima della qualità d’insegnamento delle istituzioni scolastiche in Italia, confrontato diverse specificazioni dei modelli statistici, per verificare quali tra i proposti permette, a nostro parere, una maggiore rappresentazione della realtà, evidenziandone le limitazioni metodologiche, molto frequenti nei fenomeni in ambito sociale come quelli in campo educativo.
I dati utilizzati sono quelli relativi alle rilevazioni nazionali cui l’INVALSI sottopone ogni anno gli studenti di tutti e due i cicli d’istruzione in Italiano e Matematica. L’obiettivo comune è quello di comparare le scuole al netto dei fattori di composizione e di contesto che le distinguono l’una dall’altra, una prima strategia d’identificazione dell’effetto scuola è quella di considerare i risultati relativi a una singola rilevazione depurando dagli effetti stimati di composizione della popolazione studentesca della singola scuola.
Bisogna tenere presente che qualsiasi elemento temporaneo – la presenza ad esempio di pochi alunni che, in una data annualità, siano particolarmente brillanti o problematici – influenzerà la stima del valore aggiunto basata sul metodo utilizzato. Una buona prassi potrebbe essere quella di escludere le osservazioni “estreme” concentrandosi su indicatori rappresentativi della situazione di scuola diversi dalla media (come la mediana), che potrebbero meglio indicare quale sia la tendenza “centrale”. Inoltre, in aggiunta a tutti i fattori di composizione osservabili, è stato incluso come ulteriore fattore di controllo il risultato medio nei gradi scolari precedenti misurati a livello scuola, tale informazione rappresenta una stima del livello medio di competenza in ingresso degli studenti della scuola, ossia le loro “abilità”. Come sarà illustrato nel corso del lavoro, si evidenzia come l’effetto scuola risulti diversificato sia a seconda delle variabili di controllo inserite che delle specificazione dei modelli adottati. Infatti, il calcolo del valore aggiunto calcolato con un approccio longitudinale, che richiede misure in un certo ambito disciplinare rilevate sugli stessi alunni in due o più momenti del tempo, è risultato quello metodologicamente più corretto. Inoltre, i risultati del lavoro verranno discussi anche alla luce di quanto emerge dalla vasta letteratura sull’argomento.