Sessione 3 – Contributed on line

Vita Nova: una app per la prevenzione e la promozione di buone pratiche di salute nell’età della menopausa

(G. Mascagni, A. Giannini, A. Trujillo)

Abstract

In una fase storica di digitalizzazione delle informazioni mediche e sanitarie e di proliferazione di strumenti tecnologici di supporto alla salute (Lupton 2014, 2015; Maturo 2015), anche la menopausa e le correlate trasformazioni biofisiche rappresentano eventi vissuti con crescente consapevolezza e potenziamento della health literacy individuale e collettiva (Donati et al. 2012; Davis et al. 2015; Mascagni 2017; Sorensen et al. 2012). Di fronte alle vecchie problematiche e alle nuove sfide che questo passaggio nodale presenta oggi alle donne over 50 tanto a livello fisio-biologico quanto a livello sociale (Pizzini, Lombardi 1999; Archer et. al 2011; Donati et al. 2012; Davis et al. 2015; Monteleone et al. 2018), ci siamo chiesti come l’introduzione di un’applicazione per smartphone – una app – espressamente dedicata alla transizione menopausale potesse intercettare dubbi e necessità ad essa correlate e mettere proattivamente a disposizione delle sue utenti informazioni appropriate e adeguate per orientarsi in un percorso di cambiamento comportamentale volto a (ri-)guadagnare salute.

Integrando l’analisi della più aggiornata letteratura scientifica con dati di ricerca originali ottenuti mediante interviste a testimoni privilegiati, surveys e focus groups, si sono individuati profili e pratiche delle donne adulte mature, con particolare attenzione alla salute oggettiva e percepita, alle interconnessioni tra sfere di vita; alle configurazioni sociali e alle risorse materiali e immateriali disponibili e attivate per fronteggiare le criticità (Lyons, Griffin 2003; Payne, Doyal 2010; Opree, Kalmijn 2012; Pinkerton 2015; Missinne et al. 2015).

Sul fronte della ricerca i risultati disponibili hanno dunque offerto una più completa e aggiornata visione della percezione della menopausa in relazione alla salute e alla qualità della vita, in particolare relativamente ai seguenti tre nodi:
I) La percezione dei cambiamenti del corpo legati al processo di invecchiamento, uniti alla consapevolezza della perdita di fertilità ed i relativi effetti su identità e auto-rappresentazione.
II) Le esperienze personali della menopausa: dai segnali leggeri ai sintomi pervasivi, e la loro potenziale interferenza con i ritmi e le attività quotidiane.
III) Le strategie messe in atto per affrontare il cambiamento e per gestire le potenziali difficoltà, e le aperture o le resistenze alla medicalizzazione.
Sul fronte dell’applicazione tecnica la strategia evidence based ha permesso di riformulare le informazioni mediche alla base del progetto in modalità più immediatamente accessibili e fruibili tramite l’organizzazione in percorsi chiave. Tali percorsi, non mutuamente esclusivi, si strutturano a partire dall’interesse prevalente e/o più urgente espresso dalla singola utente per salute e prevenzione, per benessere e stile di vita, o per sintomi e cambiamenti. La app Vita Nova* si pone infatti l’obbiettivo di rendere accessibili a ciascuna delle sue utenti strategie personalizzate di prevenzione e benessere, sia in termini di conoscenza e comprensione delle informazioni di base, sia di strumenti utili per contrastare i sintomi della menopausa e mantenere una buona funzionalità psicofisica. Là dove più opportuno ciò avviene mediante la promozione di un vero e proprio cambiamento comportamentale, basato sul design di sistemi informatici persuasivi (Torning e Oinas-Kukkonen 2009) e la cornice teorica JITAI (just-in-time adaptive interventions) per lo sviluppo di interventi salutari tramite smartphone (Nahum- Shani et al. 2014).

Le prime risultanze che si delineano pongono dunque in evidenza due diverse aree di ulteriore intervento e potenziale criticità: il supporto concreto e la non sostituzione alle figure esperte. I passi successivi nello sviluppo della app saranno infatti tesi innanzitutto ad intercettare i bisogni individuali delle utenti e fornire tutti quegli stimoli, informazioni, promemoria utili al mantenimento o al ripristino di uno stato di benessere quanto più possibilmente completo e personalizzato; secondo, ad evitare le dinamiche perverse di un’eccessiva responsabilizzazione con i relativi effetti di disincentivo nel rivolgersi – allorquando opportuno – alle strutture sanitarie e agli specialisti, e/o di colpevolizzazione per le proprie abitudini quotidiane ed eventuali “negligenze”.

* Referenze e ringraziamenti: Questo lavoro è stato supportato dal progetto Vita Nova (CUP CIPE D18C15000130008), finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del programma FAR FAS 2014. Si ringraziano Sandro Scattareggia e la Società Capofila Signo Motus S.r.l. e gli altri referenti e partner del consorzio (Tommaso Simoncini, Università di Pisa; Maria Claudia Buzzi, IIT-CNR; Alessandro Tommasi, LUCENSE; Francesca Abiuso, MEDEA) per il loro contributo al progetto.