Sessione 3 – Contributed on line

I PTRI tra cogestione e intersoggettività: nuove metodologie per l’attuazione di cambiamenti trasformazionali organizzativi

(R. Pelliccia, P. Bianco, G. Molinaro, C. Milzi e M. Femiano)

Abstract

Nel corso dello sviluppo di un’organizzazione, si giunge ad un momento in cui è necessario attuare cambiamenti trasformazionali, introdurre modelli innovativi per adattarsi a necessità organizzative differenti.
Gli autori indicano nell’intersezione tra processo di cogestione e intersoggettività, nei diversi contesti e tra diversi attori coinvolti nel PTRI, l’origine di una virtuosa trasformazione del Welfare: da “Welfare dei servizi” a “Welfare comunitario/familiare”. Con il PTRI viene ridefinito il rapporto con gli attori privati, sinora ispirato in modo diretto o implicito al meccanismo della delega di attribuzioni e competenze. A questa trasformazione concorrono “modelli clinico-organizzativi” idonei a sviluppare la cultura dell’integrazione tra pubblico e privato, per l’effettiva realizzazione di luoghi di cura e percorsi di salute, abilitativi ed inclusivi.

A tal fine, l’ASL Napoli 2 Nord, ha attivato strumenti di coordinamento e comunicazione all’interno dell’organizzazione, di integrazione, formazione e consulenza sul campo, che qualificano il passaggio teorico e pratico dalla prestazione riparativa al processo dinamico di cura della persona, della famiglia e della comunità locale. Si tratta di agenti del cambiamento, “drivers” che organizzano un processo che tiene conto di aspetti relativi al miglioramento della relazione d’oggetto, autonomia personale, inclusione lavorativa in una cornice temporale determinata e prestabilita.
Gli strumenti atti alla realizzazione di tale processo si configurano su due livelli.
A livello centrale, nella Area dell’Integrazione Sociosanitaria, è stata istituita una task force alla quale è stata assegnata la responsabilità di rendere effettivo il cambiamento ipotizzato e pianificato sui processi, sulle procedure, sui sistemi, anche attraverso: a)monitorare e valorizzare le best practices derivanti dall’attuazione di comportamenti virtuosi e più “agili” degli operatori delle Strutture Territoriali periferiche, quelli direttamente o indirettamente coinvolti nelle attività delle Unità di Valutazione Integrata dei bisogni sociosanitari – UVI, b) mettere in atto azioni di riallineamento (macro e micro) per colmare eventuali gap, rendendo gli operatori territoriali partecipanti attivi e coinvolti)
A livello periferico/distrettuale è stato affidato all’UVI il compito di generare, intorno alla persona utente, un dinamismo produttivo di interesse e presa in carico, investendo sulla prognosi positiva dello stato di malattia e sulle determinanti sociali della salute, a dispetto della focalizzazione sui suoi deficit.
La sinergia dei protagonisti e co-protagonisti, in tutte le fasi del PTRI e dell’attivazione e gestione del Budget di

Salute, garantisce lo sviluppo di una funzione riflessiva in grado di rispecchiare e orientare creativamente il processo di capacitazione dell’utente/persona alla ricerca di opportunità evolutive e inclusive nel territorio dove abitano e vivono i suoi affetti.