Sessione 3 Sottosessione 2

Percorso di Umanizzazione e Continuità Assistenziale

(M. Carpinelli Mazzi, C. Musella e A. Iavarone)

Abstract

Introduzione: Partendo dall’assunto che la malattia di Alzheimer è una malattia “familiare” (Vaccaro, 2000), nell’accezione secondo cui la non autonomia di chi ne è affetto condiziona l’intera indipendenza familiare, il modello “AIMA…Amiamoci”, elaborato nel 2000 da Caterina Musella, prevede un intervento integrato avendo come beneficiario, oltre che l’ammalato, l’intera famiglia. Elevato carico assistenziale, stress, insorgenza di psicopatologie nei caregiver, abbandono del lavoro, difficoltà nell’orientamento ai servizi territoriali, scarsa formazione e informazione, difficoltà nella gestione della malattia ecc… sono gli aspetti che fanno da cornice alla manifestazione sintomatologica della malattia e, in via teorica, si condizionano a vicenda. Considerare un qualunque tipo di intervento (farmacologico e non) in aspettativa di precarissimi e fragilissimi benefici, trascurando totalmente il contesto prossimo all’ammalato espone al rischio di produrre sterile investimento di risorse, risorse temporali ed energie e vedere annullati o fortemente ridimensionati eventuali benefici derivati. Per tale motivo è stato strutturato un modello prevedente un attore avente funzione di connettere molteplici servizi rivolti al caregiver e alla persona fragile allo scopo di sostenere psicologicamente, orientare sul territorio, formare e informare ai fini di adeguata gestione e cura, trattare farmacologicamente e stimolare cognitivamente, ma soprattutto far interagire i vari interventi in modo da ridurre al minimo l’effetto di accumulo delle singole criticità. Ciò ad evitare singoli, indipendenti ed isolati interventi di diverse discipline. Nello specifico, nell’ambito del modello AIMA… AMIAMOCI, in un’ottica di umanizzazione e continuità assistenziale tra Medico di Medicina Generale, Ospedale e Territorio per anziani fragili e persone con demenza, è attivo l’ambulatorio per le demenze presso l’Unità Stroke di Neurologia del CTO – Ospedale dei Colli, con la presenza del personale del CTO e dell’AIMA. L’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – Sezione Campana Nucleo operativo di Napoli, si occupa di prenotare la visita nel giorno e nell’orario previsto. Prima, durante e dopo la visita è presente il personale dell’AIMA quale tramite tra medico e servizi del territorio e dell’ente.

Obiettivi: Lo studio mira a monitorare la percezione di utilità e il gradimento relativi al servizio integrato “Ambulatorio Demenze” AIMA – sezione campana / Ospedale dei Colli – CTO a disposizione dell’utenza.
Soggetti: I soggetti intervistati sono caregiver e/o utenti afferenti all’ambulatorio demenze mediante il supporto e intervento dell’AIMA – Sezione campana. Il campione è composto da un totale di 93 utenti intervistati.
Strumenti e metodi: E’ stato somministrato agli utenti afferenti all’Ambulatorio Demenze AIMA – Sezione Campana / Ospedale dei Colli – CTO un questionario a risposta multipla composto da otto domande indaganti la percezione di utilità e gradimento del servizio di cui si è usufruito. Le aree di interesse sono state i tempi di attesa per effettuare la visita, la complessità delle procedure di prenotazione, la qualità dell’intervento di accompagnamento alla visita e le ipotesi alternative al servizio di cui si è usufruito.

Risultati: Nel 82,8% delle interviste l’utente riferisce che i tempi di attesa per la prenotazione della visita si sono abbreviati e nel 92,5% dei casi le procedure di prenotazione sono risultate più semplici rispetto ad una prenotazione autonoma. Nel 92,5% e 95,7% delle interviste emerge percezione di utilità dell’accompagnamento dedicato dell’AIMA e della presenza dello psicologo in sede. Nel 93,5% dei casi è risultata più comoda l’organizzazione della visita dell’ambulatorio specifico per le demenze. Nel 16,1% dei casi senza l’intervento dell’AIMA – Sezione campana, l’utenza avrebbe effettuato una visita specialistica privata. Il 72% degli utenti è stato ricontattato o ha ricontattato l’AIMA. Nel complesso l’azione congiunta di accompagnamento alla prenotazione, alla visita medica e al post visita, oltre all’alto livello di percezione di utilità, abbrevia i tempi e semplifica le procedure. Favorisce un sostanziale flusso di fruizione del servizio sanitario pubblico e sostiene e facilita il percorso di accertamento medico.

Conclusioni: Il modello integrato mira a favorire un processo di continuità tra domanda di assistenza diagnostica e terapeutica e l’orientamento ai servizi territoriali. La vicinanza dell’ente all’utente ha lo scopo di sostenere l’utente e i caregiver prima, durante e dopo la visita ambulatoriale in modo da indirizzarli verso servizi quanto più adeguati possibile al caso specifico. I risultati mostrati dall’analisi dei questionari mostra un sostanziale gradimento dei servizi, una percezione di riduzione dei tempi di attesa della prenotazione oltre ad una semplificazione della stessa oltre alla percezione dell’utilità della presenza dell’ente durante la visita ambulatoriale.