Sessione 2

Conciliare Lavoro e Paternità: una sinergia vincente per l’individuo, una risorsa per l’azienda

(C. Agostini, E. Barazzetta e F. Maino)

Abstract

In un paese caratterizzato da un sistema di welfare familistico e ancora molto difforme negli strumenti offerti a padri e madri l’impegno dei padri nel lavoro di cura è ancora limitato se paragonato a quanto avviene in altri paesi europei. A conferma di questa tendenza, nelle aziende l’esperienza paterna è generalmente un tabù e il congedo di paternità è uno strumento ancora poco utilizzato. In questo quadro, il paper ha come oggetto di analisi il progetto Maternity as a master (MAAM) che, nella sua innovatività, sostiene la tesi che la paternità genera nell’uomo lo sviluppo di abilità trasversali che, calate nella dimensione lavorativa, diventano competenze preziose e utili non solo per l’individuo ma anche per l’azienda. Il paper risponde all’obiettivo di valutare l’impatto del progetto sui destinatari, in particolare come auto-percezione delle competenze che la paternità aiuta a sviluppare.

Punto di partenza del progetto MAAM è la convinzione che l’esperienza della genitorialità, se accompagnata da un percorso di consapevolezza, possa contribuire in maniera positiva allo sviluppo personale dell’individuo e delle sue competenze trasversali, al pari di un vero e proprio master. In questo modo la genitorialità non è un ostacolo che indebolisce le aziende ma, al contrario, una opportunità che le rende più forti e competitive. Non si tratta più quindi di conciliare i diversi ruoli, ma di creare una sinergia tra essi che innesta un circolo virtuoso, perché quello che si impara attraverso la genitorialità può essere utile al lavoro e viceversa: gli ideatori di MAAM parlano di “transilienza”, parola che mescola transizione e resilienza, una meta-competenza (ovvero una competenza delle competenze) che viene esercitata quando si fanno scorrere competenze, energie, risorse emotive da un ruolo all’altro.

Il paper intende dunque analizzare gli esiti del progetto MAAM che per primo affronta il tema dell’identità maschile e di come in relazione ad essa si allena l’intelligenza emotiva, scardinando l’idea che in ambito lavorativo, la genitorialità sia una condizione di fragilità (fisica e psicologica), a favore di una ipotesi in cui tale condizione sia portatrice non solo di arricchimento umano ma anche di competenze. Valore aggiunto è poter descrivere un modello innovativo di life based learning: MAAM infatti rivoluzionando i tradizionali metodi di apprendimento, risponde ad una reale esigenza delle aziende di investire in soluzioni formative all’avanguardia. Le competenze soft, ormai riconosciute essere fondamentali per l’efficacia lavorativa, sono molto difficili da migliorare perché

richiedono un esercizio pratico difficilmente attuabile in aula. MAAM consente di trasformare esperienze di vita “vera” in palestre di formazione, un cambiamento culturale circa il modo in cui pensiamo e costruiamo l’apprendimento degli adulti e non solo.

Il metodo di ricerca-azione MAAM si basa su teorie quali la role accumulation, il positive spillover, la generatività, l’apprendimento esperienziale e il life based learning, per indagare e al tempo stesso attivare lo sviluppo di risorse personali e competenze trasversali dei partecipanti. Ciò viene applicato attraverso un percorso individuale su base volontaria che i dipendenti delle aziende aderenti al programma, con figli fino ai 3 anni di età, possono intraprendere attraverso una piattaforma online differenziata per mamme e papà nei quesiti proposti. Proprio come con la maternità, a partire dalla vita di tutti i giorni, attraverso pensieri, esercizi e riflessioni, i padri possono imparare a riconoscere e allenare le competenze relazionali, organizzative e creative, tra le più ricercate dal mercato del lavoro oggi: l’ascolto, l’empatia, la gestione del tempo e delle priorità, la creatività, e l’agilità intellettuale.

Attraverso l’analisi dei dati raccolti mediante la piattaforma, il paper illustra le caratteristiche del programma MAAM individuandone gli elementi di innovatività e indaga l’impatto dello strumento sulla popolazione maschile che partecipa al percorso, ad oggi circa 260 utenti, rispetto alla presa di coscienza di come si cambia diventando papà, quali competenze si acquisiscono, le principali conseguenze della paternità nella gestione vita-lavoro e che cosa caratterizza in modo specifico il ruolo del padre oggi. I principali risultati emersi riguardano: pazienza, capacità di gestione del tempo, problem solving, negoziazione, consapevolezza di sé e delle proprie emozioni. Vengono inoltre messi in evidenza bisogni riguardanti la necessità di nuova organizzazione della vita quotidiana, di equilibrio tra vita e lavoro e di stabilità lavorativa. L’analisi permette di approfondire inoltre i meccanismi con cui le attività di cura in generale innescano lo sviluppo delle persone e le arricchiscono di soft skill da poter usare, oltre che nella dimensione lavorativa, in ogni ambito della vita.