Sessione 2

Alla ricerca dell’equilibrio: il genere nel lavoro familiare delle famiglie con stranieri

(P. Muccitelli e D. Panaccione)

Abstract

Condividere il lavoro domestico è un punto di arrivo nella parità domestica italiana. Come ci ricorda la letteratura la divisione dei ruoli nel lavoro familiare in Italia, così come nel contesto internazionale, è ben lontana da una situazione di equità di genere, si parla di “stalled revolution” per citare Hochschild A. (1989) o di “incomplete revolution” come aggiunge Esping-Andersen G. (2009). Lo squilibrio è persistente : il carico nelle attività domestiche e di cura grava ancora per tre quarti sulle donne (Del Boca e Mencarini 2011). Tale disuguaglianza si accentua nella fase cruciale del ciclo di vita familiare: l’evento nascita di figli e l’accudimento nei primi anni di vita della prole aumentano ulteriormente il carico femminile (Fuochi, Mencarini e Solera, 2015). A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, si può parlare di deboli segnali di evoluzione di questi meccanismi, così radicati nel nostro territorio, in peculiari tipologie di famiglie. Come sottolineano gli autori Romano, Spizzichino e Cappadozzi (2011) si tende ad una divisione più egalitaria del carico di lavoro domestico se: la donna lavora, i partner sono occupati, giovani, istruiti e risiedono nelle regioni settentrionali.

Come si articoleranno i carichi del lavoro domestico nelle famiglie residenti nel nostro paese con almeno un cittadino straniero? Nel lavoro familiare le diseguaglianze di genere seguono quelle tracciate nelle famiglie italiane? Ci sono fattori differenti che influenzano i carichi di lavoro domestico tra gli stranieri? A queste domande di ricerca viene incontro il patrimonio informativo dell’indagine “Condizione e Integrazione Sociale dei Cittadini Stranieri” condotta per la prima volta dall’Istituto Nazionale di Statistica negli anni 2001-2012. Questa indagine, forte dell’esperienza delle Indagini sull’uso del tempo condotte in Istituto (Istat, 2011), contiene diverse batterie di domande sulla suddivisione dei ruoli di genere all’interno delle famiglie, sulla conciliazione tra lavoro remunerato e lavoro domestico e di cura, nonché quesiti sulle opinioni circa la posizione di ciascuno nella famiglia e nella società, permettendo di sondare la resistenza o meno ai pregiudizi di genere tra le mura domestiche.

Le prime analisi condotte mettono in luce meccanismi similari a quelli emersi nelle famiglie italiane. I fattori che sembrerebbero modificare gli equilibri di carico familiare interessano principalmente la tipologia familiare, in particolare se con figli o senza, e la presenza di almeno un componente italiano in famiglia. A parità di queste condizioni anche l’età, l’istruzione e la condizione lavorativa sono altre variabili che spostano l’ago della bilancia del carico di lavoro familiare tra i sessi. L’analisi per le prime cittadinanze più presenti nel nostro paese offrirà una prospettiva legata al fattore cittadinanza.

Attraverso lo strumento dell’analisi delle corrispondenze multiple si cercherà di tracciare del profili familiari in cui le attività di cura della casa (come: cucinare, tenere in ordine la casa, riparare, etc.), dei figli (come: cura, educazione, etc.) o familiare (come: acquisto di beni per la famiglia, questioni amministrative, etc.) si caratterizzano per una segregazione maschile, femminile o, nella migliore delle ipotesi, in maniera egalitaria. In particolare, l’analisi volge a verificare se la presenza o meno nelle famiglie intervistate di almeno un componente italiano modifichi o meno i carichi, supponendo la presenza di una sorta di fattore di contaminazione culturale del paese ospitante, nel nostro caso l’Italia.