Sessione 28 Sottosessione 2

Dispositivi d’inclusione. L’agency in gioco nei documenti di governance delle migrazioni a Reggio Emilia

(D. Razzoli e M. Rinaldini)

Abstract

L’oggetto di ricerca di questo paper è il corpo di documenti amministrativi e programmatici relativo alla governance dell’immigrazione e dei processi di integrazione in un territorio limitato. Nello specifico, il focus di interesse verte sull’apparato di testi realizzati e utilizzati da una pubblica amministrazione per affrontare un tema come la gestione e l’inclusione di rifugiati e richiedenti asilo, alla luce del fatto che tali testi costituiscono i dispositivi mediante i quali un Comune implementa determinate politiche.

In questa direzione riteniamo utile riprendere il concetto di dispositivo (cfr. Foucault, Deleuze, Agambem) che, a differenza della disposizione di Bourdieu, non è iscritto nei corpi di agenti sociali, ma è corrispondente ad oggetti esterni (Borghi, Vitale 2006).
In questa direzione pare pertinente riprendere una prospettiva descritta dall’actor-network theory di Latour, in cui artefatti – quali gli strumenti della politica sociale come piani, progetti, programmi, provvedimenti di organi politici come quelli adottati da una Giunta oppure provvedimenti amministrativi, quali atti dei dirigenti o atti di determinazione dirigenziale – assumono un ruolo rilevante nell’essere sia oggetto di valore (su cui si vota, si prendono decisioni e si assumono responsabilità) sia strumento di attuazione (che abilita all’azione). Di conseguenza, la presenza di tali oggetti sarebbe capace di influenzare il coordinamento di relazioni e dinamiche sociali e che, in quanto strumenti di azione pubblica, veicolerebbero una certa concezione dello statuto di attore e di azione, quindi di agency (Vitale 2005).

In che modo, quindi, il dispositivo amministrativo inscrive determinati meccanismi cognitivi, forme di coordinamento e reti di agenti sociali? Quali posizioni assumono le amministrazioni pubbliche, i soggetti, i cittadini all’interno di esso? Come viene organizzata la distribuzione del potere e del sapere, e quali rappresentazioni segniche di idee e mezzi sono prese in considerazione?

Nel rispondere a queste domande, non faremo riferimento solo al framework teorico qui sopra espresso, ma anche a una serie di studi che hanno indagato il ruolo e l’eterogeneità degli strumenti dell’azione pubblica (Heinelt, 2004; Healey, 2006; Vitale 2013), dei processi di localizzazione (Daly 2003), dei valori e interessi, in termini assiologici, e delle connotazioni e prospettive, in termini narrativi, in gioco (Vitale 2003; Lascoumes, Le Galès 2004).

La ricerca osserva quali siano le configurazioni discorsive con cui sono impostati documenti amministrativi su cui si fondano pratiche di governance e che contribuiscono a determinare ruoli e relazioni sociali di una determinata policy. Il corpo di analisi si concentrerà sui documenti amministrativi e programmatici redatti dal Comune di Reggio Emilia dal 2011 a oggi, in riferimento alle politiche di accoglienza e integrazione di rifugiati e richiedenti asilo nel recente flusso migratorio dal Nord Africa avviatosi con la destabilizzazione della Libia.
Se, come scrive Habermas (1996), “le terminologie non sono mai neutrali: esse suggeriscono un’ottica determinata”, questi materiali saranno analizzati sia con un approccio semiotico – con attenzione alle figure, ai temi, ai punti di vista e allo schema narrativo espresso nei testi considerati – sia, alla luce delle configurazioni che presentano, cercando di mostrare in che modo determinano matrici di agency che corrispondono alle categorie definite da Vitale (2005) – mercantile, domestica, civica e relazionale – oppure, se possibile, di far emergere una nuova tipologia di agency, propria di una contrattualizzazione legata alla governance dell’immigrazione.

I materiali amministrativi, sia a firma dirigenziale sia di carattere programmatico, politico e progettuale, saranno osservati in modalità longitudinale, nel tentativo di valutare se vi siano o meno variazioni nel tempo.
I risultati della ricerca permettono di definire le configurazioni assiologiche, narrative e culturali, le cornici relazionali all’interno delle quali si delineano i rapporti tra soggetti, oltre che le matrici di agency, con le quali gli strumenti di azione pubblica modellano la governance dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti. Inoltre, i risultati della ricerca possono offrire un punto di vista complementare, e in questo originale, ai contributi che hanno studiato l’impatto sociale delle migrazioni e le politiche di inclusione a partire da categorie anagrafiche, di genere o da prospettive culturaliste (identità, gestione delle diversità, dialogo interculturale, etc.) o tematiche (sanità, educazione, lavoro, planning urbano, …), partendo invece dalle configurazioni dei dispositivi amministrativi che istruiscono le politiche sociali e l’azione pubblica in materia di migrazione e governance della diversità in contesti urbani.