Sessione 28 Sottosessione 1

Volontari: tra potenzialità ed ambivalenze nei sistemi di accoglienza ed integrazione di migranti e richiedenti asilo

(P. Bonizzoni)

Abstract

La drammaticità delle recenti “crisi umanitarie” e le forme di polarizzazione sociale che sono andate accentuandosi attorno al tema delle migrazioni hanno contribuito a mutare modalità e contesti entro cui i volontari prestano la propria opera a favore degli immigrati.
Negli ultimi anni, si sono moltiplicate le forme di attivazione solidale “dal basso”, spinte dall’urgenza di agire a fronte di interventi pubblici considerati insufficienti, quando non esplicitamente escludenti. Con il consolidarsi di un sistema di accoglienza e gestione di rifugiati e richiedenti asilo, sono inoltre emersi nuovi spazi in cui, in modo più o meno formale ed istituzionalizzato, si assistono i migranti al primo ingresso, nelle strutture di prima/seconda accoglienza, e al di fuori di questi stessi circuiti. Al contempo, chi opera in ambiti tradizionali (scuole di italiano L2, sportelli di ascolto ed orientamento, mense e dormitori) si trova costretto ad interfacciarsi con utenti portatori di nuovi e specifici bisogni (giuridici/legali, linguistici, formativi, sanitari) che rendono necessario un ripensamento delle proprie competenze e modalità d’azione.

Se nel campo delle politiche e degli interventi sociali volti all’integrazione dei migranti si osserva da sempre una consistente presenza di figure che operano a titolo gratuito, il volontariato appare sempre più strettamente incorporato nelle logiche di governo dell’immigrazione: si pensi alle linee guida (in via di definizione) dello SPRAR per “l’accoglienza in famiglia”; alla costituzione di elenchi di tutori volontari per i MSNA; ma anche alla valorizzazione del volontariato “di utilità sociale” da parte dei cittadini stranieri (prevista dal Decreto Minniti- Orlando).

Manca però sinora una riflessione critica che miri a cogliere potenzialità ed ambivalenze che la figura del volontario può generare in tali contesti.
Il paper intende esporre i primi risultati di una una ricerca tutt’ora in corso sul territorio milanese, che ha indagato, tramite interviste qualitative a referenti e volontari di servizi, associazioni e centri che prestano servizi a favore di immigrati e richiedenti asilo, logiche, opportunità, tensioni e contraddizioni che derivano dalla presenza ed azione dei volontari in tali contesti. In particolare, il paper riflette sullo status incerto ed ambivalente del volontario, tra forme di azione solidaristica e di militanza, richieste e competenze di natura quasi-professionale, forme di sostituzione o complementarietà rispetto all’azione dei professionisti e degli attori pubblici.