Sessione 19 Contributed on line

La capacitazione imprenditoriale dei giovani pugliesi: un’analisi di policy dal punto di vista del soggetto.

(P. Inno)

Abstract

L’obiettivo del mio intervento è discutere il rapporto tra politiche pubbliche e identità giovanili alla luce dei risultati emersi da una ricerca svolta in Puglia tra il 2015 e il 2017 sui processi di soggettivazione imprenditoriale.

Negli anni del governo regionale di Nichi Vendola (2005-2016) le politiche per i giovani hanno vissuto un autentico new deal. Recependo gli esiti della trasformazione in senso “attivo” delle politiche sociali (Barbier, 2005), esse hanno promosso sperimentazioni basate su uno schema di capacitazione giovanile (Sen, Nussbaum, 1993; Sen, 2010) di tipo imprenditoriale (Crespo Suárez, Serrano Pascual 2007).

Ne è nato il fortunato programma di politiche giovanili intitolato “Bollenti Spiriti”, che ha contribuito alla scrittura di un modello di gioventù normativo: creativo per statuto, innovativo, con dotazioni di capitale sociale e culturale elevate, propensione al rischio, skills professionali e competenze esistenziali tipiche del campo dell’imprenditorialità (Brockling, 2016; Marttila, 2016).

Queste dinamiche, che confermano il carattere socialmente manipolabile della gioventù (Bourdieu, 1986), incrociano l’enfasi posta negli ultimi anni sul tema dell’imprenditorialità giovanile e della creazione di start-up innovative che ha contaminato il discorso di policy, isolando un processo sociale che si pone al centro della convergenza di tre macro-tendenze:

– il completamento del processo di trasformazione del welfare state in un “enabling state”, che segnala il “silent surrender of public responsibility” (Gilbert, 2002) e il complessivo ri-orientamento delle politiche pubbliche verso una logica di mercato, di fatto incapsulata nelle contraddizioni generate dal regime capitalistico contemporaneo;
- la “creativizzazione” della vita individuale, ovvero l’incoraggiamento sociale all’affermazione soggettiva e alla promozione di sé, a “saltare fuori dalle strutture”, anche mediante la messa al lavoro della vita, con le sue componenti cognitive, emotive, culturali e relazionali, che diventano il carburante dei processi produttivi, in linea col discorso sul “capitale umano” decifrato da Michel Foucault nel corso sulla bio-politica tenuto al Collège de France nel 1978-1979 (cfr. Foucault, 2005). Questo processo appare la naturale estensione del discorso del management degli anni novanta, descritto da Boltanski e Chiapello ne “Le nouvel esprit du capitalisme” (1999);

– lo spostamento dei rischi dell’iniziativa individuale a carico del soggetto, chiamato a sviluppare in piena autonomia la capacità di immettersi nei processi produttivi e generare circuiti di senso per la propria biografia “sperimentale” (cfr. Beck, 2000). Questo processo riscontra, nei suoi possibili esiti, le riflessioni avanzate da Ehrenberg a proposito della “fatica di essere se stessi” (cfr. Ehrenberg, 1999): l’intero edificio sociale riposerebbe sulle parole d’ordine dell’iniziativa e della responsabilità e della prestazione (Byung-Chul Han, 2012; Chicchi, Simone, 2017), lasciando il soggetto in balìa dei propri fallimenti e senza riferimenti stabili.
Sulla base della lezione foucaultiana, ho osservato i pattern di soggettivazione prodotti da quello che ho proposto di chiamare “discorso di policy sulla creatività”, che fissa il soggetto, appunto, nella posizione discorsiva del “creativo” (Keller, 2011). Mi sono chiesto, coerentemente, in che modo lavorassero queste soggettività, concentrandomi, in particolare, sui seguenti quesiti:

– quali sono le conseguenze della capacitazione imprenditoriale indotta dalle policies nella vita di questi giovani?
- Quali logiche culturali, quali strategie di vita, quali giustificazioni dell’azione e quali traiettorie sociali sono proprie di chi si lancia in questo genere di impresa?
- Come si realizza la socializzazione a questo tipo di valori?

L’esplorazione di questi temi è stata condotta attraverso un piano di interviste biografiche presso soggetti beneficiari del programma di politiche giovanili “Bollenti Spiriti”.