Sessione 19 Sottosessione 2

Dalla logica produttivista del Social Investment alle Collective Capabilities come forza motrice dell’attivazione: le iniziative della società civile contro l’insicurezza alimentare a Roma, Barcellona e Atene.

(D. Bernaschi)  

Abstract

Nel 2013, la Commissione Europea adottò il Social Investment approach come strategia di riforma del welfare su base nazionale. Il Social Investment, evidenziando il ruolo delle politiche sociali come fattore di produzione, appariva come un’alternativa attraente alle misure di austerità.
L’enfasi posta dal Social Investment sul ritorno economico delle politiche sociali e sul ruolo attivo degli individui nell’espansione delle possibilità produttive, lo ha esposto a molteplici critiche. Critiche che hanno evidenziato i limiti di una logica -puramente economica e produttivista- nell’analisi dei problemi sociali e nell’elaborazione delle conseguenti politiche.

In questo articolo, partendo dai limiti del Social Investment, si adotterà il Capability Approach di Amartya Sen in funzione integrativa. Il focus dell’analisi andrà oltre una logica puramente economica-quantitativa e andrà a guardare alle capacitazioni umane, in termini di libertà sostanziali delle persone di condurre la vita che reputano dotata di valore e di ampliare le scelte reali che hanno a disposizione.

Se da una parte, l’approccio del Social Investment nega la tensione esistente tra il mercato e la giustizia sociale, argomentando che: “Economic prosperty and social justice are two sides of the same coin” (Prescott, 2004, citato in Davies, 2012, p.8); dall’altra, Il Capability evidenzia quanto la crescita possa coesistere con importanti ingiustizie sociali. Per Amartya Sen, la crescita economica non coincide con lo sviluppo umano, ma è uno dei suoi possibili strumenti.
Il Capability, come framework teorico, si presta all’analisi delle diseguaglianze sociali all’interno di società ricche, facendo emergere l’importanza della dimensione sociale e collettiva. In questo studio, sarà utilizzato non solo per approfondire il problema dell’insicurezza alimentare in Europa; ma anche per analizzare il lavoro portato avanti dalle iniziative della società civile per contrastare l’insicurezza alimentare di un numero crescente di persone. L’aumento della povertà, dell’esclusione sociale e delle percentuali di insicurezza alimentare (Eurostat, 2015) ha portato al fiorire di molteplici iniziative della società civile che affrontano, in modi alternativi, le nuove e diverse forme di vulnerabilità sociale.
Questo documento intende migliorare la comprensione teorica e pratica del ruolo delle organizzazioni della società civile nella promozione delle capacitazioni umane.
Partendo da questo obiettivo, verrà adottato il concetto di “collective capabilities” (Ibrahim, 2006), ossia quelle capacitazioni che una persona può raggiungere prendendo parte a una collettività, come ad esempio a un’iniziativa resiliente della società civile.

L’espansione delle capacitazioni umane può essere definita non solo in termini di processo individuale ma anche come esercizio collettivo che influisce sul benessere individuale e di comunità, quest’ultimo definito come “L’intera rete di condizioni sociali che consente agli individui e ai gruppi umani di prosperare e vivere pienamente una vita genuinamente umana “(Deneulin, 2004, p.7).

Saranno analizzate tre iniziative della società civile che operano rispettivamente a Roma, Barcellona e Atene. Il presente lavoro analizzerà le modalità attraverso le quali queste iniziative operano in un’ottica di sicurezza alimentare. L’obiettivo è quello di fare emergere “se” e “come” queste iniziative riescano ad andare oltre a una logica emergenziale -di distribuzione di beni alimentari- e riescano, invece, ad espandere le capacitazioni umane attraverso l’attivazione del beneficiario.

Lo studio ruoterà attorno a tre casi locali: gli Empori della Solidarietà della Caritas a Roma; la Tarjeta Solidaria utilizzata congiuntamente dalla Caritas e dal Municipio di Barcellona; infine, l’ONG greca “Kipoda” ad Atene con i suoi diversi servizi di assistenza (farmacia solidale, mensa sociale, supermercato solidale e servizi sociali).
Per analizzare queste esperienze di resilienza, il loro impatto sull’agency dei beneficiari e la loro relazione con il contesto sociale e istituzionale, saranno raccolti dati primari e secondari. I dati primari consistono in interviste in profondità semi-strutturate sia ai coordinatori, sia ai beneficiari delle iniziative per cogliere in questo modo il loro impatto sociale.

L’adozione di metodi qualitativi di indagine permette di conferire un ruolo attivo, di agent, ai beneficiari nell’esprimere la propria esperienza.
Il presente studio ha tre obiettivi. Il primo obiettivo è quello di analizzare l’insicurezza alimentare in Europa andando oltre la logica produttivista del Social Investment. L’approccio delle Capacitazioni di Amartya Sen fornirà il framework teorico dal quale partire per analizzare il problema dell’insicurezza alimentare in Europa e per potere mettere in luce i limiti dell’indicatore utilizzato a livello europeo.
In questo studio, l’insicurezza alimentare emergerà come un concetto multidimensionale che va oltre alla mera disponibilità di cibo e che implica diverse forme di deprivazione. L’attuale sistema alimentare globale sembra essere caratterizzato dal paradosso della “scarsità nell’abbondanza” (Campiglio e Rovati, 2009): da un lato, c’è un consumo eccessivo e una grande produzione di rifiuti; d’altra parte, quasi il 10% della popolazione mondiale risulta essere denutrito.
Il secondo obiettivo di questo articolo è quello descrivere il crescente coinvolgimento della società civile nell’affrontare i bisogni e le preoccupazioni di tutti i giorni. Coinvolgimento che nasce dalla consapevolezza di una responsabilità condivisa verso la società (Crespi, 2003). Un’attenzione particolare sarà dedicata all’azione collettiva come forza motrice delle capacitazioni umane e ai vincoli-opportunità provenienti dai contesti istituzionali e sociali di riferimento.
Infine, si analizzerà il ruolo dell’Emporio della Solidarietà di Roma, della Tarjeta Solidale di Barcellona e di Kipoda ad Atene, nel promuovere le capacitazioni umane attraverso l’empowerment dei beneficiari; si analizzerà, quindi, l’impatto del processo di attivazione sulle capacitazioni umane.