Sessione 19 Sottosessione 2

Framework teorico e procedure per la misurazione del benessere urbano

(M. Biggeri e C. Nitti)

Abstract

La misurazione del benessere è un argomento spesso controverso data la soggettività della definizione di benessere e la complessità del fenomeno. Molte sono le esperienze che negli ultimi decenni hanno portato il loro contributo a questo dibattito ma ad oggi manca ancora uno strumento condiviso e universalmente riconosciuto per la misurazione del benessere e della qualità della vita. Inoltre, se già la misurazione del benessere degli individui è molto complessa, effettuare tale misurazione a livello di sistema (come ad esempio una città), non è certo più semplice.
In risposta a questa esigenza i metodi e le analisi per la misurazione multidimensionale del benessere e della qualità della vita si sono moltiplicate a livello globale, nazionale e locale con una particolare attenzione alle aree urbane.
Questa accresciuta attenzione rispetto alle aree urbane è facilmente comprensibile andando ad analizzare alcuni trend socio-economici. Attualmente la popolazione mondiale abita per circa il 55% in aree urbane e le stime mostrano che al 2050 circa i due terzi della popolazione mondiale abiterà in città (UN-DESA, 2015), risulta quindi importante porre al centro delle strategie di sviluppo la dimensione urbana e riconoscere che le strategie di sviluppo, e soprattutto le strategie di sviluppo sostenibile debbano passare da un ripensamento delle città (United Nations, 2013).
All’interno di questa “nuova prospettiva”, è però necessario identificare dei solidi punti di riferimento teorici per dare robustezza all’analisi e per dotarsi di strumenti metodologici adeguati.
Questo lavoro cerca di coniugare l’approccio dello sviluppo umano a livello territoriale con gli obiettivi sostenibili dell’agenda 2030 riguardanti le aree urbane.
Il punto di riferimento teorico a cui si riferisce questo paper è l’approccio STEHD – Sustainable Territorial Evolution for Human Development (Biggeri e Ferranini, 2014) che si basa da un lato sul Capability Approach (CA) (Sen, 1999), e dall’altro sul Sustainable Human Development (SHD) a livello locale. Questi due filoni di analisi presentano infatti diversi punti in comune e importanti sinergie basate sull’idea che i processi di sviluppo umano sono profondamente radicati nelle dinamiche sociali, istituzionali e nelle strategie di sviluppo dei territori.
Gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) sono il secondo punto di riferimento che viene preso in considerazione nel presente paper.
Con l’Agenda 2030 sono infatti stati individuati 17 Obiettivi, 169 target e 244 indicatori che dovrebbero consentire di misurare il progresso degli Stati in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Il paper si pone due obiettivi specifici: i) presentare lo STEHD, un framework teorico di riferimento per le misurazioni del benessere che sia in grado di portare a sintesi il Capability Approach e lo Sviluppo Umano Sostenibile; ii) Proporre nuove procedure e strumenti per la misurazione del benessere prendendo in considerazione la dimensione urbana.
Il paper è strutturato come segue: dopo questa breve introduzione, nella seconda sezione si presentano sinteticamente i principali approcci volti alla misurazione del benessere multidimensionale. Nella terza sezione di presenta l’esperienza della misurazione BES a livello locale attraverso un confronto tra livello regionale, provinciale e urbano. Il rapporto tra Città e SDGs è invece al centro dell’analisi proposta nella quarta sezione, seguita da una sintetica esposizione dello STEHD framework oggetto della 5 sezione. L’ultima sezione è invece dedicata ad alcune riflessioni conclusive.

.