Sessione 10 Sottosessione 2

Valutazione dell’impatto occupazionale dei corsi di formazione per disoccupati organizzati dalla Provincia autonoma di Trento

(M. Bazzoli, S. De Poli, E. Rettore e A. Schizzerotto)

Abstract

L’Italia destina ingenti risorse alla formazione professionale dei disoccupati. Queste misure sono state oggetto di molte analisi ma poche hanno fatto ricorso a valutazioni controfattuali dei loro impatti occupazionali. Questo contributo presenta i risultati della valutazione di impatto dei corsi di formazione professionalizzanti per disoccupati, organizzati dall’Agenzia del Lavoro della Provincia di Trento nel 2013 e 2014, sugli esiti occupazionali nei 18 mesi successivi all’inizio dei corsi. In particolare si fa riferimento ai cosiddetti corsi di formazione lunghi, ossia di durata tra le 400 e le 640 ore.

Negli interventi formativi oggetto di questo studio il processo di selezione degli individui ammissibili al corso si basava su un test di ingresso. Quando i soggetti che desiderano accedere a un programma sono ordinati secondo un criterio conosciuto, come il punteggio del test di ammissione, è possibile confrontare gli individui che hanno un punteggio immediatamente al di sopra della soglia di ammissione (i trattati) con gli individui che si trovano immediatamente al di sotto (i cosiddetti controlli). Questo metodo, noto come Regression Discontinuity Design, garantisce un’elevata validità interna, in quanto intorno alla soglia si presenta una situazione simile alla randomizzazione, ma presenta una limitata validità esterna, in quanto i risultati non possono essere generalizzati all’intero campione degli individui trattati (Martini e Trivellato, 2011).
In questo studio, la variabile che determina la soglia di ammissione all’intervento formativo è il punteggio ottenuto al test di ingresso. Esaminando gli individui che hanno ottenuto un punteggio sotto la soglia, si osserva che non c’è alcuna correlazione tra il punteggio del test e la probabilità di essere occupati a un anno dall’inizio del corso. Lo stesso risultato si ottiene sugli individui che partecipano al programma. In altre parole, in assenza del programma, la probabilità di trovare lavoro degli individui che si trovano vicino alla soglia è simile a quella dei soggetti che sono più distanti dalla soglia. Questo risultato implica che si può aumentare la validità esterna della valutazione, estendendo l’analisi a tutta la popolazione dei soggetti interessati ai corsi, senza limitarsi ai soggetti che si trovano nell’intorno della soglia; pur mantenendo un’elevata validità interna, in quanto si confrontano individui con simile motivazione, la cui ammissione al programma non dipende da caratteristiche che influenzino il risultato del programma stesso.
Pertanto, il gruppo dei trattati è definito da tutti gli individui che sono stati ammessi al programma e che hanno ottenuto la qualifica di formato, mentre, il gruppo di controllo, è composto dai soggetti che volevano partecipare al programma, che avevano i prerequisiti richiesti, ma che non sono stati ammessi perché hanno ottenuto un punteggio inferiore alla soglia di ammissibilità. Da entrambi i gruppi sono stati esclusi tutti gli individui che stavano lavorando sia alla data di inizio corso sia a un mese dalla partenza del programma, perché per questi soggetti non è possibile calcolare l’effetto sull’occupazione della partecipazione al corso.
Per rendere i due gruppi confrontabili si è utilizzato uno stimatore, denominato Blocking with Regression Adjustment, che stima l’impatto del trattamento attraverso modelli di regressione lineare su blocchi di individui, appartenenti al gruppo dei trattati e dei controlli, con caratteristiche simili (Imbens, 2015). I dati impiegati per le analisi provengono dall’indagine condotta ad hoc sugli iscritti al test di ingresso per l’ammissione ai corsi e da due archivi di origine amministrativa, l’archivio dei corsi di formazione e quello delle Comunicazioni Obbligatorie. La valutazione di impatto descritta in questo rapporto conferma i risultati ottenuti nei precedenti studi di FBK-IRVAPP effettuati sui corsi di formazione lunghi per disoccupati organizzati nella provincia di Trento. Gli interventi formativi hanno un effetto positivo sugli esiti occupazionali, nei 12 e nei 15 mesi successivi all’inizio dei corsi le chance di trovare un lavoro dei trattati sono rispettivamente di 8,7 e 6,6 punti percentuali maggiori rispetto a quelle esperite dal gruppo di controllo. L’effetto però non permane dopo un anno e mezzo dalla partenza dell’intervento. L’impatto medio del programma risulta più pronunciato per alcuni sottogruppi, in particolare per le donne, per gli italiani e per gli individui con un titolo di studio uguale o superiore al diploma di scuola superiore.