Sessione 10 Sottosessione 1

Il sostegno economico agli studenti universitari. Analisi dell’effetto delle borse di studio in Italia

(M. Facchini e M. Triventi)

Abstract

Nonostante l’espansione scolastica dell’ultimo secolo, gli studenti con un background socio-economico svantaggiato sperimentano ancora maggiori difficoltà nell’accesso all’università e nel conseguimento della laurea. Inoltre, in Italia, il tasso di giovani laureati è fra i più bassi in Europa, sebbene il tasso di passaggio dalle scuole secondarie all’università sia nella media, perché quasi la metà degli immatricolati lascia gli studi. In aggiunta, solo un quarto degli studenti si laurea in tempo e il ritardo pesa sia sulle istituzioni, che sulle possibilità d’impiego dei laureati.

In questo articolo cercheremo di rispondere alla domanda: queste disuguaglianze nelle opportunità d’istruzione possono essere ridotte dalla borsa di studio? Nello specifico valuteremo l’impatto del supporto agli studenti sul rischio di abbandono e di ritardo negli studi.

I principali contributi di quest’articolo sono due. In primo luogo, gli studi precedenti sull’effetto della borsa di studio hanno analizzato dati amministrativi provenienti da un’università o da un gruppo di istituzioni, mentre questa ricerca si baserà su dati Istat rappresentativi a livello nazionale. In secondo luogo, cercheremo di capire se l’effetto della borsa è omogeneo su tutto il territorio nazionale e se ci sono differenze di genere.

Abbiamo identificato l’effetto medio della borsa sui trattati (ATT) con la tecnica del matching. In primo luogo, abbiamo selezionato l’area di supporto comune tramite l’abbinamento esatto su variabili semplificate (coarsened exact matching). Abbiamo, poi, bilanciato media, varianza e skeweness della distribuzione delle covariate del gruppo trattato e di quello di controllo usando la tecnica del bilanciamento entropico. In questo modo abbiamo confrontato il gruppo dei borsisti con quello degli studenti che, pur avendo caratteristiche socio-anagrafiche, scolastiche e accademiche simili, non hanno ricevuto l’aiuto. L’ATT è stato stimato anche con il metodo di matching kernel e sono state condotte analisi di robustezza per testare la plausibilità della presenza di variabili non osservate che possano distorcere le stime.

Le analisi supportano l’ipotesi che la borsa di studio abbia un’influenza positiva sulla persistenza e sul conseguimento del titolo, in linea con la letteratura italiana e internazionale. Mentre più di uno studente su dieci abbandona gli studi entro due anni, la probabilità scende al 3,2% per i beneficiari, utilizzando la stima più conservativa. Allo stesso modo, la probabilità di conseguire la laurea nei tempi previsti passa dal 22,8% al 30%.

Inoltre, l’effetto è diversificato sul territorio nazionale e in base al genere. L’impatto del trasferimento economico sulla riduzione dell’abbandono è doppio al Centro-Sud rispetto al Nord. E’ possibile che i borsisti meridionali abbiano maggiore bisogno di supporto per coprire i costi dello studio, in quanto la situazione economica è meno florida. In aggiunta, quasi la metà di idonei non riceve la borsa di studio nel mezzogiorno, pertanto gli studenti che beneficiano del sostegno economico rappresentano la parte inferiore della distribuzione del reddito. La borsa di studio ha un effetto maggiore al Nord sul conseguimento della laurea in tempo. Per quanto riguarda la differenza di genere, l’aiuto è più efficace nel ridurre l’abbandono dei borsisti di sesso maschile e nell’aumentare la probabilità di laurearsi in tempo per le studentesse. I risultati dell’analisi dell’eterogeneità sembrano confermare le tendenze riscontrate in letteratura. La riduzione dell’abbandono avviene soprattutto tra i soggetti più a rischio per caratteristiche socio-anagrafiche e di carriera scolastica. Gli incentivi di performance hanno un maggiore impatto sui soggetti che hanno migliori risultati e probabilità di successo sin dal principio.

In conclusione, la borsa di studio è uno strumento importante di supporto agli studenti con un background socio- economico svantaggiato, sebbene in Italia la sua copertura sia bassa sia per il numero di borsisti all’interno della popolazione studentesca, che per il rapporto fra l’importo del trasferimento monetario e i costi effettivi di mantenimento e di studio. Il supporto economico riduce, inoltre, i costi sostenuti dallo Stato in quanto velocizza il conseguimento della laurea. Dato il basso numero di giovani laureati, l’alto tasso di abbandono degli studi e le rilevanti disuguaglianze delle opportunità d’istruzione, sarebbe auspicabile l’ampliamento delle risorse destinate al supporto degli studenti. Inoltre, sarebbe utile aumentare le risorse destinate al Mezzogiorno, al fine di garantire l’aiuto a tutti gli idonei. Infine, in risposta alle differenze di genere, potrebbe essere utile implementare accanto al supporto finanziario servizi di assistenza e tutorato. Soprattutto la popolazione studentesca maschile potrebbe beneficiare di questa forma di sostegno per compensare lo scoraggiamento derivante dagli inferiori risultati accademici e dal minore orientamento allo studio.