Espanet |Call for abstracts Programma Registration LOGISTICA Comitato Scientifico


  Le politiche sociali in Italia nello scenario europeo
Prima conferenza annuale ESPAnet Italia 2008
Ancona, 6-8 Novembre 2008

 
 

Europeizzazione delle politiche sociali
< indietro

Nell’arco degli ultimi venticinque anni i welfare states europei hanno dovuto misurarsi con una serie di cambiamenti  che hanno investito la struttura demografica, sociale ed economica di ciascun paese. Come si inserisce in questo quadro il processo di integrazione europea? Ancor più precisamente: quale influenza ha avuto tale processo sulle dinamiche di riforma dei sistemi di protezione sociale nell’ambito dei diversi paesi membri e dell’Italia in particolare? E’ noto che nella costruzione dell’Unione Europea la dimensione sociale ha sempre avuto un ruolo del tutto secondario rispetto al versante economico-finanziario, ed è altrettanto noto che la protezione sociale rientra tutt’oggi nell’ambito delle competenze nazionali. Eppure già a metà degli anni novanta Liebfried e Pierson parlavano di “semisovereign” welfare states.  E Stefano Bartolini ci suggerisce che il processo in atto - scardinando quella coincidenza tra confini  militari, economici, culturali e politico-amministrativi, tipica dello stato nazione -  mina alla radice la “chiusura” della polity,  entro cui hanno potuto prendere corpo quei sistemi di solidarietà e condivisione del rischio che sono i nostri welfare states. Se questo è lo scenario di lungo periodo, su cui si innestano anche le riflessioni teoriche sviluppate da Ferrera in  “The Boundaries of Welfare”, molto resta ancora da dire sia in ordine agli esiti di questa “sesta fase” della storia europea sotto il profilo della cittadinanza sociale e dei suoi contenuti sostantivi, sia in ordine all’articolazione concreta delle dinamiche di interazione tra livello sovra-nazionale,  nazionale e sub-nazionale.

In questi ultimissimi anni si sono moltiplicati gli ambiti,  le sedi ed i canali di intervento delle istituzioni europee in materia sociale, basti pensare al ruolo della Corte Europea di Giustizia o alla progressiva diffusione del metodo aperto di coordinamento. Ma quali sono le ricadute operative di tali sviluppi? Il panorama delle risposte che emergono dalla letteratura è tutt’altro che omogeneo e non mancano letture critiche come quella di Barbier, secondo cui si deve alle profonde differenze culturali esistenti tra i vari paesi, se fino ad oggi non si è  realmente affermato un modello sociale europeo. Proprio alla luce di queste divergenze e della eccessiva disinvoltura con cui talvolta si parla di europeizzazione, conviene considerare attentamente una serie di questioni.  Nel caso del MAC, ad esempio, in che misura ci troviamo di fronte ad un coordinamento meramente procedurale delle attività e delle agende piuttosto che a una convergenza sostantiva di obiettivi, strumenti e prassi? Ancora: se è vero che in ambito europeo si sta affermando una socializzazione di idee, identità e valori a livello di élites, quali settori sono effettivamente coinvolti nel contesto nazionale? Come, dove e quanto possiamo rilevare processi di apprendimento trans-nazionale? Siamo di fronte ad un uso tattico o strategico delle opportunità e dei vincoli di origine europea? E da parte di quali attori? Quali sono in questo campo i rapporti tra la componente tecnica e quella politica? Quale il ruolo della comunità scientifica? E quale l’ impatto sugli apparati amministrativi? In che misura riescono ad inserirsi in questa partita i governi regionali e locali? Last but not least, quali sono le implicazioni connesse alla penetrazione delle logiche europee di mercato nel campo dei servizi sociali di interesse generale? E più in generale quale la incidenza di “ingredienti” europei nelle proposte di riforma sociale attualmente avanzate dai principali schieramenti politici? 

La sessione in oggetto prende spunto da questi interrogativi e si propone in sostanza di indagare come si declini il processo di europeizzazione delle politiche sociali nel caso italiano, senza confinare l’attenzione a quest’ultimo e sollecitando anche la presentazione di relazioni di respiro più ampio e di taglio comparato.      

Coordinatori della sessione

David Natali
Università di Bologna/Forlì
david.natali@unibo.it

Paolo Graziano
Università Bocconi, Milano
paolo.graziano@unibocconi.it

 

Espanet NewsNovità

Prima conferenza ESPAnet Italia: “Le politiche sociali in Italia nello scenario europeo” 6-8 novembre 2008 > info